A Ostia, nel cuore di un territorio che da sempre mescola mare e umanità, sta nascendo un messaggio capace di andare ben oltre i confini del X Municipio.
Lunedì 17 novembre, nella Sala Consiliare, dalle 17:00 alle 18:30, l’ASD Angel presenterà l’iniziativa “Come un Faro – Il viaggio dell’inclusione attraverso lo sport e la gioia”, evento sostenuto dal programma Erasmus+ nell’ambito dell’azione KA182.
È un appuntamento che non nasce per celebrare risultati agonistici, ma per raccontare come lo sport possa diventare uno strumento di incontro, di riscatto, di crescita collettiva. Una visione limpida, che rovescia la prospettiva: la performance non è il punto di arrivo, ma una conseguenza naturale di un ambiente accogliente, gioioso, costruito per abbracciare ogni persona.
In un tempo dove si parla sempre più spesso di solitudini diffuse, l’ASD Angel sceglie la via più semplice e allo stesso tempo più rivoluzionaria: riportare la gioia al centro. Non come idea astratta, ma come metodo quotidiano. In palestra, nei progetti, nelle relazioni tra educatori, famiglie e ragazzi.
Durante l’incontro interverranno operatori sportivi e pedagogici dell’associazione e dei partner internazionali che hanno costruito, passo dopo passo, il percorso europeo del progetto.
Tra questi, la storica realtà norvegese Nordstrand Turnforening, che ha offerto contributi preziosi sul tema dell’inclusione attraverso l’attività motoria.

Sarà mostrato anche un video-racconto che restituirà il clima umano e formativo vissuto nei mesi di lavoro, fatto di scambi, piccoli traguardi, errori condivisi e scoperte che hanno cambiato la percezione dello sport tra i partecipanti.
L’iniziativa vuole essere un ponte. Prima di tutto tra generazioni, perché bambini e adolescenti hanno bisogno di adulti che sappiano guidarli senza soffocarli. Poi tra culture, perché la dimensione europea del progetto crea un respiro più ampio, un modo nuovo di osservare ciò che avviene nelle palestre dei nostri quartieri.
Infine, un ponte dentro ciascuno di noi: perché la gioia non è solo un’emozione passeggera, ma un orientamento, una postura verso il mondo.
L’ASD Angel invita la cittadinanza, le scuole, gli operatori del settore e chiunque creda nello sport come veicolo sociale a partecipare e a lasciarsi attraversare da questo racconto.
Non si tratta di un convegno tecnico, ma di un momento di comunità. Di quei momenti che possono accendere una domanda semplice e forte: cosa possiamo fare, insieme, per costruire spazi in cui nessuno si senta escluso?
La risposta, forse, è già scritta nel titolo. Essere fari. Non perché più forti o più grandi, ma perché capaci di restituire luce a chi cerca un approdo. E, nel farlo, ritrovare anche la nostra.