Rassegna d'Arte: "Minimal" a Parigi

Bouse de Commerce, Pinault Collection, Parigi fino al 19 gennaio 2026

Mario Carchini
10/11/2025
Arte e Cultura
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La Bourse de Commerce, Pinault Collection, apre le sue sale a una delle mostre più attese della stagione,  “Minimal”, un’imponente rassegna dedicata all’arte minimalista che riunisce oltre cento opere chiave di artisti provenienti da tutto il mondo. Curata da Jessica Morgan, direttrice della Dia Art Foundation, la mostra racconta la nascita e l’evoluzione di un movimento che, dagli anni sessanta, ha rivoluzionato il concetto stesso di opera d’arte. Il minimalismo, o “Minimal Art”, nasce in un periodo di profonda trasformazione culturale. A partire dagli Stati Uniti, una nuova generazione di artisti abbandona il linguaggio espressivo e simbolico dell’arte precedente per concentrarsi su forme essenziali, materiali industriali e un’estetica della riduzione. L’opera non vuole più rappresentare nulla, diventa presenza, spazio, esperienza. Il significato, come sottolinea la mostra, non risiede nell’oggetto ma nell’interazione fisica e percettiva dello spettatore con esso. Le sette sezioni tematiche Luce, Mono-ha, Equilibrio, Superficie, Griglia, Monocromo, Materialismo, offrono un percorso articolato che attraversa geografie, poetiche e culture diverse. Accanto alle icone del minimalismo nordamericano come Agnes Martin, Dan Flavin, Donald Judd, Robert Ryman e Sol LeWitt, l’esposizione dà spazio a figure centrali del movimento giapponese Mono-ha tra cui Lee Ufan, Nobuo Sekine e Kishio Suga e a protagonisti di una scena sudamericana e mediorientale ancora poco conosciuta ma di straordinaria intensità, come Lygia Pape e Rasheed Araeen. La presenza di artisti come Eva Hesse, Mary Corse, Senga Nengudi, Howardena Pindell e Jackie Winsor sottolinea inoltre l’importante contributo delle donne a una corrente spesso percepita come maschile e rigorosa, ma che nella realtà si è nutrita di approcci diversi, anche corporei e sensoriali. L’allestimento, che riunisce opere della Collezione Pinault e prestiti internazionali da istituzioni come la Dia Art Foundation, mette in dialogo materiali naturali e industriali, acciaio, vetro, luce al neon, sabbia, carta, creando ambienti in cui lo spettatore è invitato a “abitare” lo spazio. La mostra restituisce così l’anima del minimalismo, una pratica radicale che, più che semplificare, riconsidera l’essenza dell’esperienza artistica. Da Robert Irwin a Richard Serra, da François Morellet a Bridget Riley, da Enzo Mari a Iannis Xenakis, “Minimal” non è solo una retrospettiva, è un viaggio nella storia di un linguaggio che ha trasformato per sempre il nostro modo di vedere, muoverci e percepire. Nota descrittiva del Prof. Mario Carchini, docente dell' Accademia Statale di Belle Arti di Carrara.

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