La Legge Bossi-Fini in breve

I principali punti della legge che disciplina l’immigrazione in Italia.

Gianfranco Lagonigro - Redazione bovisiomasciagonews.net
11/10/2013
Attualità
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Facciamo seguito ad alcune richieste pervenute, in special modo ad alcuni chiarimenti sulla tanto discussa Legge Bossi-Fini (legge nr 189 del 30 luglio 2002) approvata con il secondo governo Berlusconi e che va a disciplinare tutte le politiche di immigrazione e di integrazione degli stranieri nel mondo del lavoro.
La legge in questione, che prende il nome dai suoi firmatari Gianfranco Fini, allora leader di Alleanza Nazionale e Umberto Bossi della Lega Nord, è entrata in vigore il 9 settembre del 2002 e, oltre ad aver avviato politiche restrittive in termini di immigrazione, determina tutte le procedure per regolarizzare colf, badanti e lavoratori non in regola con i permessi di soggiorno.
Questa legge ha modificato le norme già esistenti in materia di immigrazione e asilo politico, la cosiddetta Legge Turco-Napolitano (legge nr. 40 del 6 marzo 1998) che si andava ad integrare al Testo Unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero (Decreto Legislativo 25 luglio 1998, nr 286).

Che cosa prevede la Legge Bossi-Fini?
Sintetizzando al meglio, le nuove disposizioni introdotte in termini di immigrazione sono state:

- l'inserimento di pene più severe per coloro che procurano l’ingresso di uno straniero “non regolare” nel territorio italiano (i trafficanti di uomini);
- una sanatoria per colf, badanti, malati e portatori di handicap;
- l’utilizzo delle navi della Marina Militare al fine di contrastare il traffico di uomini;
- nuove disposizioni sia per il rilascio di permessi di soggiorno e sia per il diritto di asilo.
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