Ombre e Luci di un Cammino illumina Torre del Greco

Il nuovo evento di Dino Tropea emoziona la città con un tributo a Cristoforo Russo e una celebrazione della poesia come rinascita

Dino Tropea
27/10/2025
Attualità
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Torre del Greco si è vestita di emozione e silenzio per accogliere “Ombre e Luci di un Cammino”, la nuova tappa del percorso poetico di Dino Tropea, autore e voce sensibile della contemporaneità. 

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Nella Sala Consiliare del Comune, gremita di amici, familiari e amanti della cultura, la parola è diventata preghiera laica, carezza, memoria condivisa.

L’evento, patrocinato dal Comune e curato da Laura Capone Editore, ha reso omaggio a un figlio amatissimo di Torre del Greco: Cristoforo Russo, artista scomparso tragicamente nel 2024, ma ancora vivo nel ricordo di chi lo ha conosciuto. Nel suo nome, poesia e comunità si sono intrecciate come due mani che non vogliono lasciarsi.

Sul volto dei presenti si leggeva commozione e rispetto. Il silenzio era denso, come se anche l’aria avesse scelto di ascoltare. Ogni lettura, ogni parola, ogni pausa vibrava di verità. A portare i saluti istituzionali, l’Assessore all’Istruzione Mariateresa Sorrentino e il Consigliere Luigi Caldarola, testimoni della vicinanza del Comune alla cultura e alla memoria collettiva.

Le letture, intense e partecipate, sono state affidate alla Prof.ssa Silvia D’Istria, alla Dott.ssa Anna Maresca e al Poeta Mauro Mazza, che hanno dato voce a tre testi centrali dell’opera premiata alla XIII edizione del Premio Internazionale di Letteratura Italiana Contemporanea 2025: Odissea di Espatriati, Un’Eterna Sinfonia e Sotto il Cielo di Stelle. Tre anime, tre respiri, un’unica verità: la poesia che unisce, cura e restituisce senso.

La Dirigente del Liceo Scientifico Nobel, Avv. Annunziata Langella, ha inviato una rappresentanza dell’istituto, ricordando come Cristoforo, ex alunno, continui a ispirare le nuove generazioni con la sua sensibilità e il suo talento. 

Anche l’assenza di altri istituti, invitati ma impossibilitati a partecipare, ha assunto un significato: 

“ricordare che ogni gesto di attenzione verso la cultura è una scelta di presenza, non di formalità.”

“È stato un evento pieno di emozioni, organizzato con cura e chiuso nel segno dell’incontro e dell’abbraccio,” ha commentato la Dott.ssa Maresca. 

Il poeta Mauro Mazza ha aggiunto con voce rotta: 

“Grazie di cuore a Dino, per aver reso leggera una sera densa di emozioni, nel ricordo di un amico, di un fratello, di un artista.”

La Prof.ssa D’Istria ha completato il quadro, definendo la poesia di Tropea 

“un ponte tra la vita e la memoria”. 

Parole che hanno trovato eco nella moderatrice Laura Capone, quando, rivolgendosi alla croce appesa dietro l’autore, ha detto: 

“È come se Dino portasse la croce della parola, ma non nel dolore: in lui la croce diventa rinascita, diventa la forza di trasformare la ferita in cura.”

Uno dei momenti più toccanti è stato l’intervento di Gianni Russo, padre di Cristoforo. Con voce commossa ma ferma, ha ringraziato per la serata e per l’amore dimostrato verso il figlio. Dopo le sue parole, la sala si è stretta in un lungo applauso, intenso e silenzioso come una preghiera.

Il firma copie, curato dalla Libreria Tuttoscuola, e il sobrio momento conviviale finale hanno sigillato la serata con il calore di un incontro vero, senza filtri né distanze.

Tropea ha voluto ringraziare la sua editrice, Laura Capone, “per aver creduto in questo cammino poetico”, e Gianni e Pina Russo, “per la dignità e la dolcezza che hanno toccato tutti”. Un pensiero speciale è andato anche alla Dott.ssa Imma Savarese, “compagna di viaggio e di ideali”, e TeleTorre, che grazie al fotografo Enrico Mistico ha immortalato la serata con immagini e video di rara sensibilità.

Le foto scorrono ora come un piccolo film della memoria: gli sguardi assorti, le rose sul tavolo, le luci che accarezzano i volti, e Cristoforo che, sullo schermo, sembra ancora ascoltare.

“Un passo alla volta, tra ombre e luci, la poesia continua a camminare con chi la sente,” ha detto Dino Tropea in chiusura. “Perché nessuno, mai, deve sentirsi solo.”

E in quella frase, semplice e universale, si è racchiusa l’anima di tutta la serata: la certezza che la poesia, quando nasce da una ferita, può diventare luce per chi resta.

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