Con «Dawn», i RUT! sperimentano un mix di rock e elettronica senza perdere l’anima live che li contraddistingue. Tra sonorità pulsanti e testi che giocano con ironia e riflessione, la band racconta il bisogno di autenticità e movimento, trasformando ogni nota in pura adrenalina.
In che modo l’esperienza vissuta in Sardegna ha influenzato il mood e la direzione di “Dawn”?
Io (Inny) e Xina eravamo in tour con le BDP, sostituivo la bassista per quella data. Poco prima di partire avevo vissuto un lutto importante, ma ho trovato la forza di fare ciò che mi faceva stare meglio: suonare. Dopo il live ci siamo ritrovate sulle colline di Bosa, tra mirto, birre e risate e senza quasi accorgercene è arrivata l’alba. In quei momenti provavamo un mix di emozioni forti e forse proprio quel mix tra mirto e alba ci ha ispirate a scrivere questa canzone.
Cosa volevate comunicare con quella frase ripetuta nel ritornello, «When did dawn come? I can’t recall»?
È una frase onomatopeica, ripete esattamente quello che con stupore finisci di dire alla fine di una serata “quando è arrivata l’alba che non me ne sono accorto!?”
O meglio questa è una delle tante domande che ti fai poco prima di renderti conto che sei in hangover!
Che tipo di ascoltatore immaginate quando componete?
Bella domanda! Per la verità non ci abbiamo mai pensato, vogliamo semplicemente arrivare a tutti!
Dawn per esempio non è riferita solo a chi fa party, l’hangover può essere anche per una neomamma che ha fatto notte in bianco e ha bisogno la carica mattutina, piuttosto che uno studente che ha passato tutta la notte a studiare tra un caffè e l’altro!
In che modo l’elettronica e il rock convivono nel vostro processo creativo?
Stiamo ancora cercando di creare la giusta combinazione tra le due sonorità. Il desiderio di introdurre l’elettronica nei nostri brani è nato dalla visione della nostra batterista/cantante di poter cantare anche in front of stage, insieme al basso e alla chitarra, per cercare di essere più vicina al pubblico per creare una connessione.
Il multipad ci permette, oltre che aggiungere sonorità elettroniche, di sostituire proprio la batteria acustica per alcuni brani.
Come vivete il confronto con il pubblico durante i live rispetto alla pubblicazione in digitale?
Spesso ci sentiamo dire “spaccate ancora di più dal vivo!”; diciamo che c’è sempre questo effetto sorpresa! Perciò invitiamo tutti a venire ai nostri live! La dimensione live per noi è il motore della band.
Dopo l’EP “R U THERE!?”, cosa vi aspettate da questo nuovo capitolo artistico?
Abbiamo del materiale fresco tra le mani e stiamo lavorando duro per portare il nostro live in più città possibili, Italia e Europa, per arrivare a un pubblico sempre più vasto.
Stiamo lavorando sodo con le nostre forze e contatti, speriamo di essere notati per collaborazioni importanti future sempre più ambiziose.
https://open.spotify.com/intl-it/artist/5b3HclakW5c1V7kAi6yhcf?si=Mym3hV4DTueJqRRE9V1MMg