Con “La fuga”, Emili Giancarli prosegue e arricchisce la saga di Lisa Johnson, conducendo la protagonista in un viaggio che ha il sapore amaro della disillusione ma anche quello liberatorio della verità. Dopo aver conquistato l’affetto del pubblico con “Quando tutto ha avuto inizio” e “L’inganno”, la scrittrice marchigiana torna con un romanzo più maturo, introspettivo e sorprendente. Lisa, scienziata brillante e donna segnata da esperienze che avrebbero spezzato chiunque, non è più solo una mente eccellente: è un cuore ferito che prova a rimettersi in piedi. Ma cosa succede quando a ferire non è un nemico, ma chi avevamo scelto come complice di vita? “La fuga” affronta il tema del tradimento tra amici, una ferita spesso silenziosa, e lo fa con profondità e delicatezza. Le lettere lasciate, i silenzi pesanti, le fughe improvvise: ogni elemento narrativo diventa simbolo di una resa dei conti con il passato. Il ritorno nei luoghi dell'infanzia, che si rivela anche un ritorno a sé, è il filo conduttore di un romanzo che scava nella memoria, nella fiducia e nelle seconde possibilità. Ma non manca la tensione: un rapimento, una vecchia minaccia che riemerge, una corsa contro il tempo per salvare non solo se stessa, ma anche la propria umanità. Giancarli conferma uno stile limpido, essenziale, capace di dire molto con poco. Le immagini, costruite con sensibilità quasi fotografica, restituiscono paesaggi dell’anima prima ancora che geografici. Lisa Johnson, ormai figura simbolica, incarna con forza il tema della resilienza, della maternità consapevole, del perdono come scelta rivoluzionaria.