MANI-FATTURA, ceramiche di Lucio Fontana, Venezia

Collezione Peggy Guggenheim, Dorsoduro 701, Venezia

Mario Carchini
20/10/2025
Arte e Cultura
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Dall’11 ottobre 2025 al 2 marzo 2026, la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia presenta Mani-Fattura, le ceramiche di Lucio Fontana, la prima mostra monografica mai interamente dedicata alla produzione ceramica di Lucio Fontana, tra i protagonisti più radicali e influenti dell’arte del novecento. Curata dalla storica dell’arte Sharon Hecker, la rassegna d'arte offre una nuova prospettiva sull’artista italo-argentino, mettendo in luce un corpus di opere tanto essenziale quanto a lungo marginalizzato nella lettura complessiva del suo percorso. Sebbene Fontana sia universalmente conosciuto per i suoi celebri tagli e buchi sulle tele, icone del movimento spazialista. la mostra d'arte invita a guardare oltre la superficie, restituendo l’immagine di un creatore intimamente legato alla materia. Come afferma la curatrice: “A lungo associata all’artigianato più che all’arte, oggi la ceramica di Fontana sta ricevendo una nuova attenzione grazie al rinnovato interesse per questo materiale nell’arte contemporanea”. Con circa settanta opere storiche, molte delle quali mai esposte prima, provenienti da collezioni pubbliche e private, Mani-Fattura esplora la dimensione più fisica e sperimentale del lavoro di Fontana. Dai piatti e crocifissi ai caminetti e fregi architettonici, dalle figure di arlecchini, animali marini e guerrieri fino alle sculture astratte che anticipano le ricerche spazialiste, la mostra rivela un artista che non abbandonò mai il dialogo con l’argilla, considerandola un terreno di invenzione continua. Il percorso espositivo si snoda lungo le varie fasi della carriera dell’artista, dagli esordi in Argentina negli anni ’20, al ritorno in Italia durante il Fascismo, fino ai periodi di ricostruzione del dopoguerra. In ciascun contesto, Fontana sperimenta forme e linguaggi diversi, intrecciando la sua ricerca plastica con quella architettonica e decorativa. Collaborò con designer e architetti milanesi per la realizzazione di fregi ceramici destinati a chiese, scuole, cinema, hotel e spazi pubblici,  opere che ancora oggi punteggiano l’immaginario urbano di Milano. Una sezione della mostra è dedicata al processo creativo, fotografie d’archivio mostrano Lucio Fontana al lavoro, le mani immerse nell’argilla, in un gesto che restituisce la dimensione tattile e sensuale della sua arte. L’idea della mano, come strumento di pensiero e creazione,  diventa così metafora della sua intera poetica. Non più il gesto eroico del taglio, ma quello intimo del modellare, un fare che accoglie l’imperfezione e la vitalità della materia. Hecker sottolinea come la mostra voglia anche “contrastare l’immagine consolidata di Fontana come figura solitaria, ipermaschile ed eroica”, mettendo in luce la dimensione collaborativa e comunitaria del suo lavoro. Centrale fu infatti il legame con il ceramista e poeta Tullio d’Albisola e con la manifattura Mazzotti di Albisola, contesti in cui l’artista sviluppò un linguaggio capace di fondere arte, design e artigianato. La mostra d'arte, sostenuta da Bottega Veneta e realizzata con il contributo della Fondazione Araldi Guinetti (Vaduz), sarà accompagnata da un catalogo illustrato edito da Marsilio Arte. Un programma di attività collaterali gratuite, laboratori, conferenze e incontri, completerà l’esposizione, invitando il pubblico a riflettere sulla materia viva e sul gesto creativo di uno dei più grandi innovatori del XX secolo. In Mani-Fattura, la ceramica non è più un semplice mezzo, ma una seconda anima, quella in cui Lucio Fontana ritrova la fisicità, la gestualità e la forza primordiale della creazione artistica. Nota critica del Prof. Mario Carchini, docente dell'Accademia Statale di Belle Arti di Carrara.

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