Si è svolta in Vaticano, la mattina di martedì 24 novembre la prima udienza del processo Vatileaks2 sulla fuga di notizie dal Vaticano.
Appuntamento con la prossima udienza il 30 novembre. Da quel momento, ha anticipato il presidente del Tribunale della Santa Sede, Giuseppe Dalla Torre, la calendarizzazione delle sedute procederà maximis itineribus. In pratica si tornerà in aula “tutti i giorni e se necessario anche di pomeriggio”.
Ieri, intanto, il Tribunale ha respinto un’eccezione di nullità del capo di imputazione a carico del giornalista Emiliano Fittipaldi, divulgazione di documenti riservati. La richiesta, motivata dal fatto che l’accusa non ha chiarito a quali materiali l’incriminazione si riferisce in modo specifico, era stata avanzata da Lucia Musso, legale del cronista, che, a causa del suo libro-inchiesta, Avarizia, è finito alla sbarra come il suo collega Gianluigi Nuzzi, autore di Via Crucis.
Collega di sventura e, naturalmente, di imputazione, che, comunque, è la stessa anche per gli altri tre personaggi coinvolti nel processo, monsignor Angel Lucio Vallejo Balda, Francesca Immacolata Chaouqui e Nicola Maio. Si tratta, rispettivamente, del segretario della Prefettura degli affari economici della Santa Sede, di una consigliera di tale Prefettura e del braccio destro del primo, Tre “corvi”, che avrebbero favorito la fuoriuscita delle notizie riservate, poi confluite nei lavori dei due giornalisti. Tutti e tre saranno ascoltati lunedì prossimo.
Nel frattempo papa Francesco ha provveduto a nominare il nuovo direttore generale dello Ior (Istituto per le Opere di Religione che, lo ricordiamo, non è la banca centrale vaticana, ma l'istituto che si occupa dell'amministrazione dei beni mobili e immobili destinati alle iniziative di carità). Si tratta di Gian Franco Mammì, già vice direttore della stessa banca, distintosi per il suo impegno in favore della trasparenza. Mammì è un amico di vecchia data del pontefice: questi, infatti, lo conosce dai tempi in cui era arcivescovo di Buenos Aires.