Italia al voto, la sfida di Cosenza

Il principe degli architetti contro il re degli agenti televisivi

Gianluca Vivacqua
19/11/2015
Politica
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Cominciamo con questo pezzo un viaggio nei principali capoluoghi che, la prossima primavera, saranno interessati dal voto amministrativo.

Il viaggio prende inizio da Cosenza, luogo d’origine e di residenza del cronista. Nella città bruzia, a quattro anni dalla “grande svolta” – correva l’anno 2011 quando il centro-destra, per la prima volta nell'era repubblicana, vinse le comunali e soffiò il municipio alla sinistra  –, il sindaco Mario Occhiuto, avendo ormai quasi concluso un mandato che, a detta di molti cittadini, non è trascorso invano, si ricandida per proseguire un’azione amministrativa che ha mostrato di avere una precisa identità.

Nel maggio del 2011 Occhiuto, architetto di fama internazionale prestato alla politica cittadina, era sostenuto da alcune liste civiche, dall’UdC (tra le cui file grande protagonista era il fratello Roberto, allora deputato) e dall’allora Pdl, ai quali, in occasione del ballottaggio contro il candidato di sinistra, Paolini, si sarebbe aggiunta l’ApI, il partito di Rutelli. Oggi che qualcosa di sostanziale è cambiato, nel panorama di centro-destra – ci riferiamo, naturalmente, allo sfaldamento del Pdl  –, lo zoccolo duro della coalizione occhiutiana sembra essere costituito essenzialmente dal duopolio UdC-Fi (nel partito di Berlusconi, da qualche anno, sono traslocati sia Roberto che lo stesso Mario). Ma è cresciuto in modo visibile il consenso dei cosentini per il sindaco uscente (e intenzionato a rientrare), ed è proprio il loro favore a compensare, in un certo qual modo, i bruschi riposizionamenti intervenuti, nel corso della consiliatura, all’interno della sua macchina da guerra. Al momento non possiamo sapere se gli alfaniani daranno il loro appoggio ad Occhiuto, né se lo farà Fratelli d’Italia, erede di Alleanza Nazionale (in alcuni centri della provincia di Cosenza il partito della Meloni e di Larussa si propone con propri candidati), e neppure quali potranno essere le mosse dei Conservatori e Riformisti di Fitto.

Potremmo supporre che, alla fine, la quadra nel centro-destra intorno al nome di Occhiuto dovrebbe trovarsi. Nel frattempo, però, sono parecchie le ragioni in base alle quali il gradimento del popolo di Cosenza per l’archi-sindaco (che dal 2014 è anche presidente della Provincia) è molto alto. In meno di cinque anni, infatti, la sua amministrazione è riuscita ad avviare, in modo finalmente deciso e proficuo, la raccolta differenziata dei rifiuti, tanto da far meritare al capoluogo l’Oscar di città ecosostenibile (undicesimo posto nella classifica Legambiente, dati ottobre 2015). Uno dei monumenti-simbolo della città, il Castello arabo-normanno-svevo, dopo anni di inaccessibilità è stato recentemente restaurato e riaperto, come spazio museale, e un altro simbolo della comunità cosentina ma in tutt’altro campo, la fiera di San Giuseppe,  ha avuto un sostanziale rilancio grazie ad un semplice “spostamento di baricentro” (dalla città vecchia alla città nuova).  In generale, parlando di ristrutturazioni urbane, da architetto che conosce il suo mestiere Occhiuto ha sempre mantenuto le promesse ogni volta che ha aperto un cantiere, che si sia trattato di un luogo d’arte o dell’estensione della zona pedonale nel cosiddetto Museo all’Aperto (il tratto che va da corso Mazzini al municipio), o del semplice allargamento di un tratto di marciapiede (nel centro città, in realtà, ne sono stati allargati molti): fino ad ora il suo unico tallone d’Achille, vera manna per i detrattori, è stato il protrarsi oltre le attese e i programmi dei lavori in piazza Fera (dove l’ex area- parcheggio dovrebbe convivere con uno spazio verde).

E alle porte bussa ora un nuovo grande obiettivo: una campagna di scavi archeologici, coordinata con i comuni dell’hinterland, per individuare e, possibilmente, tirare fuori il mitico tesoro di Alarico. O almeno per verificare scientificamente, una volta per sempre, che quella che si ritiene una semplice leggenda lo è effettivamente. Un simile ritrovamento, se dovesse avvenire, non solo farebbe entrare il museo archeologico di Cosenza nel gotha dei più importanti d’Europa, ma richiamerebbe inoltre sul capoluogo bruzio l’attenzione dell’intera comunità internazionale degli antichisti. Per Cosenza, insomma, città che ha già un’identità storico- archeologica comunque assai ben definita, sarebbe un rilancio epocale, forse decisivo. In definitiva, ci sentiremmo di promuovere Occhiuto, per meriti oggettivi, e davvero non vediamo perché il centro-destra non dovrebbe ancora puntare su di lui ad occhi chiusi. 

E per contrastare un campione come Occhiuto ci vuole, chiaramente, un altro campione: cosa bolle nella pentola del centro-sinistra? Nei mesi scorsi, tramontata l’ipotesi-Adamo,  si era parlato di una possibile candidatura di Giacomo Mancini, ex assessore regionale nipote d’arte, tornato a riaffacciarsi a sinistra dopo una stagione di onori e di glorie a destra. Intorno al suo nome, così si leggeva sui quotidiani locali online fino a metà del 2015, sarebbero stati pronti a convergere il Pd, i sostenitori dell’ex candidato Paolini e l’Ncd.

Tuttavia tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno una nuova discesa in campo (peraltro meditata e preparata già da tempo) ha letteralmente provocato un terremoto nel fronte progressista cittadino: a convivere con l’erede del vecchio leone socialista sarà infatti Lucio Presta, il ballerino di via Rivocati divenuto agente (uno tra i più potenti della scena nazionale) dei vip della televisione e dello spettacolo,  ha ufficializzato la propria candidatura a sindaco. Facendo intendere di guardare a sinistra. Sul versante del procacciamento dei consensi, a dir la verità, Presta era già attivo da ben prima, con una serie di iniziative mirate come il consistente aiuto economico offerto all’Acquario, lo storico teatro di sperimentazione cittadino. Senza dire delle varie collaborazioni per  grandi eventi già intrattenute con le amministrazioni che avevano preceduto Occhiuto, oltre che dell’associazione “Amo Cosenza”, vera e propria anticamera online della sua candidatura.

Indubbiamente, come capacità di presa sull’elettorato in quanto personaggio, ma se si guarda anche alle aspettative legate al suo know-how, Presta è, allo stato attuale, il competitor più temibile di Occhiuto. Da un lato il grande architetto ricco di riconoscimenti internazionali e con contatti  globali, l’uomo capace di riportare Cosenza ad una credibilità e visibilità nazionali in termini di decoro e iniziativa urbane, ma anche come attrattore culturale; dall’altro uno dei registi occulti dello star system, interessato anch’egli a dare visibilità nazionale alla propria città natale, ma conferendogli una funzione e una dimensione di palcoscenico mediatico che non aveva mai avuto fino ad ora. Staremo a vedere: una bella sfida.

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