L'ultima pellicola di Pietro Germi viene celebrata con l'uscita, in una nuova edizione rimasterizzata, nei tre maggiori circuiti nazionali di sale cinematografiche nelle giornate di oggi e domani.
Intere generazioni sono cresciute con la comicità fina, amara e geniale di Amici miei, l'ultimo film di Pietro Germi che, conscio del suo destino perché gravemente malato, chiese all'amico Mario Monicelli di aiutarlo a dirigere il film, che uscì nel 1975 con un omaggio al suo creatore nei titoli di testa, voluto da Monicelli stesso che si accontentò di firmare la regia.
In realtà gli omaggi a Germi continuano più volte nel film stesso, dove la morte nel suo aspetto metaforico, per quanto in agguato, non viene presa seriamente ma dileggiata, o il titolo stesso del film, attribuito ad una frase di Germi che pronunciò poco prima della sua scomparsa: Amici miei, ci vedremo, io me ne vado.
Le zingarate, la supercazzola e i personaggi del Perozzi, Mascetti, Necchi, Sassaroli e Melandri quarant'anni dopo il loro debutto ritornano oggi e domani nella maggior parte delle sale cinematografiche italiane grazie ad una versione completamente rimasterizzata del film, per far provare non solo una sana risata liberatoria ma anche l'emozione di vederlo in sala a molti spettatori che certo prima non hanno avuto possibilità.
Un film annoverato tra i capolavori del Cinema italiano, che mantiene la sua genialità e genuinità anche dopo 40 anni: buio in sala, per due giorni Germi e Monicelli sono tornati.