Nel cuore verde della Valsugana, ai piedi del Monte Armentera, nella Val di Sella, c’è un luogo in cui arte e natura non si limitano a convivere, ma diventano un tutt’uno, ARTE SELLA; non un museo tradizionale, ma un grande laboratorio creativo a cielo aperto, dove sculture e installazioni nascono dai boschi, dialogano con i prati e mutano col passare delle stagioni. Da quasi quarant’anni, questo progetto unico richiama artisti da ogni parte del mondo e migliaia di visitatori desiderosi di vivere un’esperienza che unisce contemplazione estetica, riflessione ecologica e immersione sensoriale. ARTE SELLA nasce nel 1986 dall’intuizione di un gruppo di intellettuali trentini che sognavano di ridefinire il rapporto tra uomo e ambiente. L’obiettivo non era costruire un parco tematico, ma creare un dialogo continuo e rispettoso tra l’opera d’arte e il paesaggio montano. La regola fondante era chiara, usare esclusivamente materiali naturali, legno, pietra, foglie, rami, destinati a decomporsi e tornare alla terra. Un’arte effimera, che rinuncia all’idea di permanenza per abbracciare quella di trasformazione, facendo della caducità il proprio valore estetico ed etico. Il percorso espositivo si sviluppa oggi in due aree principali, il Giardino di Villa Strobele, dove l’esperienza prese avvio negli anni Ottanta e Malga Costa divenuto dagli anni novanta il centro vitale del progetto. Camminando tra i sentieri, i visitatori incontrano opere che emergono dal paesaggio come apparizioni: architetture di rami intrecciati, cattedrali vegetali, grandi nidi sospesi, cerchi di pietre che evocano antichi riti. L’icona indiscussa del luogo è la Cattedrale Vegetale di Giuliano Mauri, realizzata nel 2001, 80 colonne di tronchi di castagno e rami di nocciolo disposte a formare una navata gotica. Nel tempo, faggi piantati all’interno cresceranno fino a diventare le vere colonne portanti di un tempio naturale; è l’opera simbolo di Arte Sella, perché incarna l’idea di un’arte che evolve, si trasforma e vive grazie alle leggi stesse della natura. Da allora, più di 300 artisti internazionali hanno lasciato il proprio segno nella Val di Sella. Tra loro, pionieri della land art come Nils-Udo, Andy Goldsworthy, Patrick Dougherty e Michelangelo Pistoletto, ma anche giovani emergenti invitati a sperimentare site-specific, ossia opere create in ascolto del luogo e delle stagioni. Arte Sella non si limita però alle arti visive, negli ultimi anni è diventata un palcoscenico multidisciplinare, molti musicisti hanno fatto risuonare le loro note tra gli alberi, mentre architetti come Kengo Kuma e Michele De Lucchi hanno contribuito con installazioni che fondono design contemporaneo e paesaggio alpino. Nel 2018, la tempesta Vaia devastò ampie zone del Trentino e colpì duramente anche Arte Sella, molti alberi furono abbattuti, alcune opere irrimediabilmente danneggiate. La chiusura forzata durò mesi, ma da quella tragedia nacque una nuova linfa creativa, il legno degli alberi caduti fu riutilizzato per nuove installazioni, testimoniando ancora una volta la capacità del progetto di trasformare la fragilità in risorsa. Oggi Arte Sella non è solo un luogo di arte ambientale, ma anche una comunità viva e resiliente; coinvolge scuole, istituzioni, abitanti e volontari in un processo partecipativo che va oltre la dimensione estetica. Arte Sella è turismo culturale e al tempo stesso educazione ambientale, è spettacolo, ma anche meditazione. Visitare Arte Sella significa intraprendere un cammino che non è mai lo stesso, la pioggia, il sole, la neve trasformano continuamente le opere; è un invito a rallentare, osservare, riscoprire la bellezza dei dettagli e comprendere che l’arte può vivere non solo nei musei, ma soprattutto nei luoghi che la natura ci offre. In un’epoca segnata dalla crisi climatica e dal consumo accelerato, Arte Sella si presenta come un manifesto di armonia possibile tra uomo e ambiente, un museo vivente che cresce, si deteriora e rinasce, come il bosco che lo accoglie. Una cattedrale della natura che si rinnova ogni giorno, ricordando che l’arte, come la vita, è fatta di trasformazioni continue. Nota descrittiva del Prof. Mario Carchini, docente dell'Accademia Statale di Belle Arti di Carrara.