Di recente uscita, Una vita di inganni è la nuova fatica letteraria dell’autore ligure Maurizio Mos. Al centro della narrazione tre delitti strettamente legati tra di loro; una scia di sangue che si allunga sull’immaginaria Città di Borghetto in cui apparire è d’obbligo e per farlo si è determinati a scendere a qualsiasi compromesso, dove il denaro e gli interessi personali non guardano in faccia a nessuno.
Sembra di udirla, in sottofondo, la voce dell’autore redarguire i suoi personaggi: l’inganno, la manipolazione, il ricatto, tutto ha un costo, un costo altissimo, la vita stessa.
Ad armare la mano, vendetta e avidità. La prima, in questa storia, è un piatto che va servito molto freddo; la seconda è protagonista indiscussa.
Quanto all’assassino, mente come respira, e sa come ottenere la cieca obbedienza dei suoi complici. Ha degli obiettivi da perseguire e, in nome di quelli, è disposto a tutto. Non ha esitazioni, rimorsi, un briciolo di coscienza.
Il lettore segue passo dopo passo le indagini del vice questore Tiburzi, prossimo alla pensione, l’addensarsi dei sospetti, i possibili moventi, in una cronistoria dettagliata, frutto di consumata abilità nella gestione dell’intreccio e nella caratterizzazione dei personaggi.
Maurizio Mos mostra l’usuale delicatezza nel maneggiare le emozioni, in questo caso specifico, dell’esperto vice questore, lo fa in punta di piedi, mettendone in risalto tutta la carica umana, integra nonostante il contatto quotidiano con brutture e orrori di ogni tipo, diretta conseguenza del mestiere che svolge con passione e serietà.
Dialoghi, introspezione e azione sono sapientemente dosati per offrire un’esperienza di lettura piacevole, complice anche una prosa visiva che fotografa scenari ed eventi con vivida precisione.
L’AUTORE
Maurizio Mos, pseudonimo di Maurizio Figone nasce a La Spezia nel novembre del 1951. È in pensione all’incirca dal 2013 e, da allora, si è appassionato alla scrittura di gialli.
Ama la campagna, dove si rifugia nella vecchia casa di famiglia nei fine settimana, si dedica alla fotografia e a lunghe passeggiate. Ama gli animali, i gatti, in particolare.
Fra gli autori di gialli da cui cerca di prendere esempio, pone sopra tutti: Olivieri, Simenon, Ross MacDonald, Donald Westlake, Chandler. Per l’eleganza, con qualche ombra, Rex Stout e S.S. Van Dine. I suoi libri preferiti sono: Il Gattopardo, Il deserto dei Tartari, le opere di Maugham, Steinbeck… e moltissimi altri, centinaia.