Annusa questo profumo, ti renderà il cervello più grande

Uno studio condotto da ricercatori giapponesi ha scoperto che i profumi possono innescare cambiamenti nel cervello che potrebbero in seguito svolgere un ruolo significativo nel trattamento del morbo di Alzheimer.

Massimiliano Musolino
31/08/2025
Scienza e Tecnologia
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Esistono molti modi per potenziare le capacità cerebrali, dall'attività fisica all'alimentazione, fino all'apprendimento di nuove conoscenze. Ma cosa succederebbe se si volessero modificare le dimensioni effettive del cervello? Secondo uno studio condotto da ricercatori dell'Università di Kyoto e dell'Università di Tsukuba, è possibile. Secondo uno studio condotto su 50 donne e pubblicato sulla rivista Brain Research Bulletin, gli scienziati hanno scoperto che indossare il profumo o l’acqua di colonia giusti può aumentare la materia grigia del cervello. I ricercatori hanno diviso i partecipanti in due gruppi. A 28 donne è stato chiesto di applicare uno specifico olio profumato alla rosa sui vestiti per un mese, mentre all'altro gruppo di 22 donne, un gruppo di controllo, è stato chiesto di spruzzare acqua naturale sui vestiti. I ricercatori hanno quindi eseguito una risonanza magnetica al cervello delle partecipanti e hanno scoperto che le donne che avevano applicato l'olio alla rosa presentavano un aumento della materia grigia cerebrale. Sebbene un aumento del volume cerebrale non si traduca necessariamente in migliori prestazioni cognitive, i risultati potrebbero avere implicazioni per malattie neurodegenerative come la demenza. "Questo studio è il primo a dimostrare che l'inalazione continua di odori altera la struttura cerebrale", scrivono i ricercatori nel loro articolo pubblicato.

È interessante notare che, nonostante l'aumento del volume complessivo della materia grigia, la differenza variava a seconda della regione. Ad esempio, si sono osservati pochi cambiamenti nell'amigdala, responsabile dell'elaborazione delle emozioni, e nella corteccia orbito-frontale, responsabile dell'elaborazione degli odori piacevoli, mentre si è riscontrata una quantità significativamente maggiore di materia grigia nella corteccia cingolata posteriore (PCC), associata alla memoria e all'associazione, riassume Science Alert. L'articolo ci ricorda che studi precedenti hanno dimostrato che nelle persone con problemi di olfatto, l'amigdala è meno attiva, ma la corteccia cingolata posteriore – un'area indirettamente correlata all'olfatto – è più attiva. Quindi, in un certo senso, il cervello sta sovracompensando. I ricercatori suggeriscono che qualcosa di simile potrebbe essere accaduto nello studio attuale. L'amigdala non deve costantemente allertare il cervello del profumo delle rose, perché è sempre presente, ma la corteccia cingolata posteriore deve elaborarlo continuamente e immagazzinare i ricordi associati.

È difficile individuare con esattezza la causa di questo aumento della materia grigia, ma i ricercatori affermano che è possibile che il cervello percepisca effettivamente il profumo delle rose come sgradevole e che la successiva regolazione emotiva sia responsabile del fatto che la PCC lavori di più e aumenti di dimensioni. I ricercatori sperano che i risultati possano essere utili nello sviluppo di aromaterapie che migliorino la salute mentale e la plasticità cerebrale. È noto che la PCC tende a ridursi nelle persone affette dal morbo di Alzheimer ed è ipotizzabile che le fragranze possano contribuire a preservarne la salute, o almeno a rallentarne il declino. Tuttavia, secondo gli scienziati, in futuro saranno necessari ulteriori studi su campioni più ampi per determinare quanto sia generale il cambiamento di cui sopra e quali siano esattamente i processi che lo determinano.

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