Come riporta Gizmodo, il noto blog sulla tecnologia elettronica, il cervello dei pazienti affetti da Alzheimer differisce in molti modi da quello delle altre persone. In particolare, presentano alti livelli delle proteine beta-amiloide e tau, che, in quantità normali, svolgono funzioni importanti. Tuttavia, come hanno notato i ricercatori dell’Università statunitense di Harvard, questi cambiamenti non sono gli unici osservati nei pazienti affetti da Alzheimer. L'analisi di campioni di tessuto cerebrale prelevati da esseri umani e topi dopo la morte ha scoperto che il cervello contiene naturalmente litio e la sua carenza potrebbe spiegare i danni causati dall'Alzheimer.
I ricercatori hanno misurato i livelli di 30 metalli diversi nei campioni. I soggetti sono morti con vari gradi di problemi di salute cognitiva e l'unica differenza significativa è stata la presenza di litio. Le persone cognitivamente sane presentano livelli relativamente elevati di questo metallo nel cervello, mentre quelle affette da Alzheimer presentano livelli molto più bassi. È importante sottolineare, hanno affermato i ricercatori, che la diminuzione dei livelli di litio è stata osservata anche in coloro che avevano solo lievi problemi di memoria prima di morire.
I ricercatori hanno esaminato sia topi sani che topi geneticamente modificati che hanno sviluppato una variante del morbo di Alzheimer. Quando il litio è stato rimosso dai topi, sembrava accelerare l'accumulo dannoso di proteine beta-amiloide e tanu nel cervello, che contribuiva anche alla perdita di memoria. Esistono anche prove che la perdita di litio sia causata da placche di beta-amiloide, che sono collegate al litio nel cervello, e la loro perdita influisce negativamente su tutti i principali tipi di cellule cerebrali. Sembra che il nostro cervello contenga naturalmente litio e che la sua carenza giochi un ruolo chiave nello sviluppo del morbo di Alzheimer.
I risultati, pubblicati sulla rivista scientifica Nature, richiedono ulteriori indagini, sebbene i ricercatori abbiano identificato un composto a base di litio che non si lega al litio con la stessa facilità. Somministrato ai topi, questo composto sembra prevenire danni cerebrali e perdita di memoria. Al contrario, i trattamenti attuali ritardano solo leggermente l'insorgenza della malattia, senza effetti collaterali. I ricercatori stanno ora lavorando per creare un composto che possa essere testato in sicurezza sugli esseri umani.