Italia, euro-tris di prestigio a Baku

Primo gol di Darmian in azzurro

Gianluca Vivacqua
11/10/2015
Sport
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Qualificazione bagnata, qualificazione fortunata, almeno si spera.

L’Italia cala il tris in un piovosissimo pomeriggio a Baku, contro la nazionale azera, e guadagna, con un turno di anticipo rispetto alla chiusura dei gironi di qualificazione, il pass per gli Europei francesi del prossimo anno.

Verratti è il Pirlo del futuro: lo si sospettava,  lo si sapeva, ma se ne è avuta un’ulteriore prova ieri col passaggio illuminante che ha consentito ad Éder di portare in vantaggio l’Italia nella partita con l’Azerbaijan. A Baku (che bello l’euro-stadio della capitale azera) erano trascorsi appena undici minuti dall’inizio di una piovosa partita, decisiva per il passaggio degli azzurri ad Euro 2016 (il fischio d'inizio era stato dato dall'arbitro scozzese Collum alle 18.00). Prima di allora non era successo molto, a parte una fiacca punizione di Candreva al 2’ e la risposta dei padroni di casa con un rasoterra di Amirguliyev, proprio pochi istanti prima che la Nazionale di Conte segnasse. 

Che i rossi ex sovietici fossero tutt’altro che furie in campo, non era certo garanzia sufficiente per permettere ai nostri il lusso di trattare la pratica con un approccio troppo morbido: a parte che con l’assenza di Pirlo (che comunque, come detto, in cabina di regia ha già trovato il suo degno erede nel talentino del Paris Saint-Germain), l’Italia, infatti, doveva pur sempre fare i conti anche con le solite amnesie difensive, concesse in genere tanto alle grandi quanto alle piccole avversarie. Ed un regalo, immancabilmente, lo ha fatto anche agli uomini di Prosinečki. Al 31’, infatti, un pasticcio tra  Chiellini e Bonucci spalanca la strada al pareggio di Nazarov; proprio lui, Nazarov, il quasi “barellato” del 24’, rimesso in corsa dai sanitari mentre Candreva faceva esercizi di cavalleria spazzando il pallone in out e così congelando il gioco. A  quel punto, però, l’Italia poteva già trovarsi in vantaggio di un altro gol: al 16’, infatti, solo davanti al portiere Aghayev, Pellè controllava di petto un pallone datogli da Éder ma la sua conclusione trovava le mani dell’estremo di casa.

Fortuna, però, che, dopo il pareggio azero, l’ormai ex milanista El-Shaarawy ritrovava il suo estro da Faraone e riusciva a compensare la poco incisiva generosità di Pellè e la panzer-energia in abdicazione di Éder: le due pericolosissime conclusioni da lui firmate al 37’erano le prove generali del raddoppio, che arrivava, dal suo piede naturalmente, al 43’. Con questo gol, in effetti, la Nazionale poneva le basi della vittoria e della qualificazione: il secondo tempo servirà sostanzialmente a dare a Darmian la gioia del primo gol in azzurro, al minuto 65 (e, conseguentemente, quella di disputare il suo primo Europeo con quella maglia), dopo che un pallonetto al veleno di Éder era stato miracolosamente respinto sulla linea dal difensore avversario Sadygov (61’). 

Poteva essere poker? Sì, se all’89’ la punizione di Giovinco, originata da un fallo che a Huseynov è costato l’espulsione, non si fosse infranta sulla traversa. Laggiù, nella Baku dal tempo londinese, avrebbe potuto esserci gloria anche per la “Formica atomica”,  che, subentrata ad Éder al 74’, a differenza di Darmian non cercava il  primo gol in Nazionale, bensì il secondo. Evidentemente, però, non era la sua serata, così come di certo non era quella di Pellè, che pochi minuti prima della fine tentava di mettere il piedone su una palla filtrata in area. Ma niente.
   

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