Disponibile su tutte le piattaforme digitali da giovedì 17 luglio 2025 per Phonarchia Dischi il nuovo singolo del progetto The Naked One dal titolo "Stelle". L’essere uno dei primissimi brani in italiano scritti dal quintetto vicentino, oggetto poi di una pesante riscrittura testuale, metrica e melodica operata dal cantante Eros Lapadula in fase post-pandemica, fa di questo singolo un vero e proprio manifesto sonoro e concettuale del ritorno sulle scene della band, che quindi ben si piazza a metà del percorso artistico in continua evoluzione del progetto. Con qualche rimando ai due EP precedenti, ma con uno sguardo verso il futuro dato dalla crescita dei componenti, dai nuovi input forniti dai tre nuovi membri della formazione, dalla nuova veste sonora nonché dall’uso dell’italiano nei testi, “Stelle” si erge a perfetto ponte levatoio tra quello che è il mondo sonoro TNO e le mille influenze di cui si nutre.
Cosa vi ha ispirato a scrivere "Stelle" e qual è il messaggio principale che volevate trasmettere con questo brano?
Essendo i brani di questo disco stati tutti scritti partendo da idee di chitarra e batteria, mi piace pensare che in questo caso l’idea e quindi la bozza strumentale di “Stelle” sia stava concepita, magari involontariamente, a partire da una nostra particolare esigenza espressiva o da un nostro preciso sentimento collettivo, che poi io in qualità di cantante e scrittore dei testi, ascoltando l’atmosfera della base sarei riuscito ad intercettare e cesellare nell’attuale testo e melodia del brano in un secondo momento.
Quindi mi piace pensare appunto che ad ispirarci a scrivere questo brano in tutte le sue componenti sia stata la nostra condizione del tempo di band reduce da una passata dipartita dal progetto di tre membri con il conseguente fermo, e qui ci si ricollega al messaggio principale del singolo: un tentativo su più livelli di sfiorare il tema della paura di rimettersi in gioco nei rapporti e nella vita quando si è reduci da esperienze negative ma anche nient’altro che la volontà di raccontare il nostro stato d’animo, la sensazione di prigionia artistica, di frustrazione per l’energia inespressa e la voglia di rivalsa, di farsi valere e ritornare sul palco col botto, nel nostro habitat naturale dopo l’essere risorti dalle ceneri con una nuova formazione, un nuovo sound e una nuova veste.
E come avete portato avanti la sua lavorazione a livello produttivo?
Parto con il dire che “Stelle” fu davvero uno dei primi pezzi scritti dalla nuova formazione successiva al grande fermo della band a cavallo, se non sbaglio, del 2018/2019, seppure al tempo al basso ci fosse il caro amico Mattia Dalla Benetta che saluto.
Va anche detto che fu uno dei miei primi pezzi in italiano e pure uno dei miei primi tentativi di approccio a quella melodia che già è insita nella nostra bella lingua.
Ricordo che in fase di scrittura testuale, metrica e melodica (tre binari da svilupparsi, secondo me, contemporaneamente), quando ascoltai la bozza strumentale riconobbi subito lo spirito solenne, struggente e ancestrale del brano ma volli svilupparne il testo attorno ad un inside joke interno alla nostra band, citando il leggendario tatuaggio del nostro “stellato” chitarrista ritmico Manuel Bordon, tatuaggio che non credo sia possibile in questa sede descrivere hahaha!
Comunque, nel 2019, una volta racimolati i primi quattro pezzi e incise le prime pre-produzioni in uno studio locale, subentrò il Covid 19, il lock down, il fermo del mondo della musica e con essi ci ritrovammo di nuovo senza bassista.
Fu solo con le prime riaperture che poi, nel 2021, il caro Stefano Pegoraro accettò di unirsi al progetto in qualità di bassista e con lui continuammo a scrivere dell’altro materiale nuovo finché, raggiunti otto brani convincenti, decidemmo di re-incidere le pre-produzioni presso il suo Microwave Studio.
Fu in questa fase che, dopo qualche anno di assuefazione, ascoltando per l’ennesima volta la vecchia pre-produzione di “Stelle” me ne resi conto: il pezzo, che metricamente e melodicamente non mi aveva mai soddisfatto a pieno, andava riscritto o buttato via.
Chiesi così a Stefano di lanciarne la strumentale in loop e presi a cantarci sopra i concetti del vecchio testo a puro istinto, con delle nuove metriche e melodie che mi pervasero al momento, e in un paio di sere il pezzo fu chiuso e inciso in quella che è la sua attuale versione, con un nuovo testo, nuove metriche, nuova melodia, nuove strofe, nuovi ritornelli e un nuovo special, una versione completamente stravolta.
C’è un episodio o un ricordo particolare legato alla scrittura o alla registrazione di "Stelle" che volete condividere?
Ehm, in realtà mi sa tanto che nella domanda precedete ho già involontariamente risposto anche a questa! Ops!
Come si inserisce "Stelle" nel percorso evolutivo dei The Naked One e cosa anticipa rispetto ai vostri progetti futuri?
Personalmente trovo che questo nuovo singolo possa tranquillamente rappresentare il perfetto manifesto sonoro e concettuale del nostro ritorno sulle scene.
È infatti un brano che ben si piazza a metà del nostro percorso artistico in continua evoluzione: conserva la semplicità e l’istintività dei brani del primo Ep del 2012 “Endless Party” e gli sviluppi melodici di quelli del secondo Ep del 2014 “Bitter Cold”, ma con in aggiunta uno sguardo al futuro, una nuova veste sonora e un nuovo idioma, in linea con i cambiamenti interni al progetto e la nostra maturazione.
Mi piace pensare a questa “Stelle” come una sorta di ponte levatoio tra quello che è il nostro mondo sonoro e le mille influenze di cui tutti ci nutriamo.
Contestualizzato alla natura del nostro primo singolo “Nuova Tempesta”, rispetto ai nostri progetti futuri direi che questo secondo singolo “Stelle” non possa che anticipare un album (ed uno show) bello colorato e variegato, quindi aspettavi delle sorprese!