Serie A, Fiorentina padrona

Roma travolgente a Palermo, Milan sconfitta-disastro

Gianluca Vivacqua
04/10/2015
Sport
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Domenica 4 ottobre, domenica francescana.

Per lasciar spazio agli ultimi due impegni di euro-qualificazione dell’Italia di Conte, il campionato di serie A, per una volta, evita di sconfinare in una nuova settimana e, dopo gli antipasti del sabato, culmina e si conclude nell’atto domenicale.

Iniziamo la cronaca della parte più corposa della settima giornata proponendo un quiz: qual è la partita di questo turno che piace di più agli italianisti puristi del pallone? Non ci sono dubbi, non è una gara di cartello e si tratta di Udinese-Genoa. Tredicesima contro quattordicesima in classifica: appaiate prima dell'1-1, appaiate in ugual misura anche dopo. Ma ciò che rende speciale un risultato banale di una partita tutt’altro che decisiva è… il nome dei marcatori: ad un calciatore italiano, autore del gol del vantaggio per l’Udinese, ha risposto un altro calciatore italiano, che ha ristabilito la parità in favore del Genoa. Non capita più tanto spesso, in verità, nel nostro massimo torneo di football. Per la precisione, l’Udinese era passata in vantaggio al 47’ con l’eterno Di Natale, arrivato al gol n. 209 in serie A; i grifoni, poi, hanno pareggiato al 76’ con Perotti. Il gigante veterano raggiunto dalla giovane bandiera del vivaio: che bel confronto Davide-contro-Golia dal sapore autarchico. Anacronistico, di questi tempi, eppure ancora non del tutto impossibile. 

Con il medesimo risultato, 1-1, si è conclusa anche la gara che veniva a tutti gli effetti considerata il clou pomeridiano della giornata: Sampdoria-Inter, derby del cuore di Walter Zenga. Contrariamente a quanto accaduto al “Friuli”, però, al "Ferraris" la tabella dei marcatori ha parlato una lingua molto lontana dall’idioma gentil: qui, infatti, è stato un colombiano, Muriel, a sbloccare il risultato al 51’ per i blucerchiati, mentre è toccato ad un croato, Perisič, firmare il pari al 76’ per la Beneamata.

Marcatori assortiti, invece, italiani e stranieri, nella giostra del gol del “Barbera” di Palermo, dove la Roma si è imposta per 4-2. Per i capitolini, saliti a quota 13 punti (quarto posto per il momento solitario), segnano Pjanic al 2’ e Florenzi al 14’, prima che Gervinho si produca nella sua doppietta-spettacolo (28’ e 92’). Il Palermo tenta di replicare con il già campione del mondo Gilardino al 58’ e con Gonzalez, un minuto prima che il brasiliano giallorosso segni il suo secondo gol.

Mentre il Sassuolo continua ad accusare una fase di appannamento (nella gara del mezzodì è stato superato in casa per 1-0 dall’Empoli, gol di Maccarone all’87’), la Juventus inaugura la fascia delle 1prosegue nella sua lenta ripresa: il 3-1 al Bologna, nella cornice dello “Juventus Stadium”, è un altro indispensabile quanto obbligatorio toccasana. Brivido-Mounier al 5’, felsinei in vantaggio e fantasmi di una Udinese-bis già pronti ad addensarsi sopra il santuario degli scudettati. Ma poi ci pensa un alfiere della vecchia guardia, Morata,  a riportare il sereno tra i bianconeri, al 33’, e a dare l’abbrivio per la svolta, che sarebbe maturata nella ripresa. Al 53’ Dybala portava in vantaggio i padroni di casa su rigore, e a completare la festa ci pensava l’esordiente Khedira al 63’. I campioni d’Italia salgono a quota 8 in classifica, e tornano così a respirare aria di casa.

Più contenuta ma non meno importante ai fini della graduatoria la vittoria della Lazio nel derby casalingo col Frosinone (si è giocato alle 18.00, come la gara della Juve). I gol di Keita all’80’  e di Djordjevic al 94’consentono alla squadra di Pioli di agguantare il terzo posto assoluto in classifica, appena un passo davanti ai cugini romanisti.

Sotto le stelle, Fiorentina-Atalanta e Milan-Napoli. La partita che ha ridisegnato la leadership della classifica e quella che ha certificato l'ennesima crisi del Diavolo. I viola di Paulo Sousa travolgono abbastanza agevolmente gli orobici al "Franchi" (reti di Ilicic al 4' su rigore, di Borja Valero al 34' e di Verdù al 90') e così ottengono una vittoria storica: dopo diciassette anni tornano in vetta alla serie A (l'avevano abbandonata alla ventesima giornata del campionato 1998-99, l'allenatore era Giovanni Trapattoni). Gli eredi di Antognoni, Baggio e Batistuta dominano la classifia dall'alto dei loro 18 punti, due in più dell'ex inarrestabile Inter.   

La vittoria del Napoli a "San Siro", invece, per quanto dilagante, forse non ha un pari valore storico, almeno in termini di graduatoria. Vogliamo trovare un altro aggettivo per definirla?  Insigne potrebbe essere quello giusto. Insigne, come il giocatore protagonista assoluto della vittoria partenopea. Dopo il gol apripista di Allan al 13', è stata infatti la doppietta di Lorenzo Insigne, al 48' e al 68', a dar corpo alla vittoria degli uomini di Sarri. Per la truppa di Mihajlovic una serata nerissima, degnamente completata dall'autorete di Ely  che al 76' ha servito un roboante poker agli ospiti. La gara del "Meazza" era anche una sorta di vero e proprio spareggio-eurozona tra due grandi appaiate a 9 punti; le porte dell'alta classifica si spalancano quindi, e di prepotenza, per i vesuviani, che a 12 punti acciufffano Chievo e Sassuolo.  

 

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