22 luglio, Giornata Mondiale del Cervello: quando l’Arte accende la Mente

Courtauld Gallery di Londra, immagini in 3D come il cervello reagisce di fronte all’Arte

Mario Carchini
22/07/2025
Arte e Cultura
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Londra, 22 luglio 2025.  In occasione della Giornata Mondiale del Cervello, l’Inghilterra celebra l’incredibile connessione tra arte e neuroscienza con un esperimento tanto affascinante quanto rivelatore. Presso la prestigiosa Courtauld Gallery di Londra, l’Art Fund ha condotto una sperimentazione inedita, mostrando in tempo reale cosa accade nel nostro cervello mentre osserviamo capolavori artistici.
Grazie a un sistema che misura l’attività cerebrale tramite elettroencefalogramma (EEG), i visitatori della galleria sono stati collegati a uno schermo che mostrava in 3D le loro onde cerebrali mentre ammiravano opere di Vincent van Gogh, Claude Monet, Paul Cézanne e altri maestri dell’arte. Il risultato? Un’esplosione visiva e scientifica delle emozioni, dei pensieri e delle reazioni che l’arte suscita dentro di noi. Il progetto, commissionato per sensibilizzare sull’impatto dell’arte sul benessere mentale ed emotivo, ha evidenziato come ogni opera stimoli una risposta cerebrale diversa. L’Autoritratto con orecchio bendato di Van Gogh, ad esempio, ha attivato schemi di onde ben distinti rispetto a opere come Shell Building Site di Leon Kossoff o Gigli in un vaso di Matthew Arnold Bracy Smith. Il dottor Ahmad Beyh, neuroscienziato alla Rutgers University, ha spiegato:
“quando vediamo qualcosa che troviamo bello, come un volto o un dipinto astratto, si attivano i centri del piacere del cervello; è un’esperienza intensamente sensoriale, accompagnata da un rilascio di dopamina, il cosiddetto ‘neurotrasmettitore del benessere’”.
L’innovativo sistema di visualizzazione è stato sviluppato dalla società di effetti speciali The Mill, in collaborazione con l’artista interattivo Seph Li. I segnali elettrici provenienti dal cervello vengono interpretati e trasformati in nastri tridimensionali che danzano, si intrecciano o brillano in risposta alle emozioni del momento. Come spiega Will Macneil, direttore creativo di The Mill: “quando l’attenzione cresce, i nastri si espandono. Se lo spettatore cerca di dare senso a un’immagine complessa, le linee iniziano a spiraleggiare e quando qualcosa viene riconosciuto, appaiono riflessi luminosi”. Lo scopo dell’iniziativa va oltre la semplice curiosità scientifica. Una recente indagine condotta dall’Art Fund ha rivelato che, sebbene il 95% degli adulti britannici riconosca il valore culturale e personale di musei e gallerie, ben il 40% li frequenta meno di una volta l’anno, e circa il 16% ritiene che l’arte non abbia alcun impatto su di loro. Questa dimostrazione visiva dell’effetto dell’arte sul cervello mira proprio a colmare quel divario tra consapevolezza e partecipazione. Jenny Waldman, direttrice dell’Art Fund, ha sottolineato: “vogliamo che tutti possano condividere l’esperienza trasformativa dell’arte. Mostrare visivamente come il nostro cervello reagisce davanti a un’opera può davvero fare la differenza, ispirando più persone a riscoprire musei e gallerie”.  Il progetto proseguirà nei prossimi mesi in un circuito selezionato di musei britannici, con l’obiettivo di coinvolgere un pubblico sempre più ampio. Perché, come dimostrano la scienza e la bellezza, l’arte non è solo da vedere, è da “sentire”, con tutto il cervello. Nota descrittiva del Prof. Mario  Carchini, docente dell' Accademia Statale di Belle Arti di Carrara.

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