Risulta particolarmente apprezzabile quanto proposto e organizzato dall’Associazione culturale Artemista sabato scorso 19 luglio 2025 a Marino dove, nel giardino dell’antico Monastero del SS. Rosario, alle ore 19,00 è andato in scena il Saggio finale del Progetto Raggio Verde 2.0, i Mondi che ci somigliano ideato da Sabina Barzilai e sostenuto dai fondi dell’8x1000 della Chiesa Valdese.
Filo conduttore: la guerra: di ogni tempo, di ogni luogo. Dalla Marino del 1944 alla Gaza contemporanea.
Protagonisti donne e bambini di ogni età che hanno raccontato sotto varie forme espressive (poesia, musica, canto, testimonianza) le loro esperienze a seguito della guerra nei lori rispettivi paesi d’origine: Mariam dall’Iran, Nazifa e Fatèma dall’Afghanistan, Shathà con la figlia Intisar da Gaza in Palestina, Ada, Antonietta, Barbara, Francesca, Lorella e Anna Maria Pace da Marino (autrice dei dialoghi in marinese di una delle scene) Imen da Tunisi, la piccola Wallah dalla Palestina, Nasiba, Masuma e Sediqa di etnia azara dall’Afghanistan anch’esse con Zia, unico uomo presente nel gruppo, che si sono esibite davanti ad un pubblico attento, partecipe e commosso dai racconti di tante atrocità vissute e comunicate ai presenti.
A fare gli onori di casa una “rediviva” Costanza Colonna che ha accolto nel suo castello tutte le donne invitandole ad aprirsi e a far conoscere le proprie rispettive esperienze sorseggiando un thè.
Tutti i testi della rappresentazione sono stati scritti dalle donne protagoniste, come ha avuto modo di sottolineare Sabina Barzilai che ha curato la regia dopo mesi trascorsi a raccogliere le varie testimonianze da proporre.
Il progetto è stato realizzato grazie alla collaborazione di importanti realtà del territorio: Coop. Una Città Non Basta e la il S.A.I. @HOME_Marino del CpA nonché il Comitato di Quartiere Borgo Garibaldi, quale espressione della comunità di base marinese.
“La bellezza è che si sono messe insieme storie di tanti paesi e storie vissute tanti anni fa anche in Italia con una linea comune in tutto. E ogni anno scopriamo come le ferite trasformano e portano a condividere. La linea comune di questi due anni credo sia lo stare insieme, ritrovarsi e raccontarsi, anche cose brutte che si sono vissute ma che poi portano a dei begli incontri e a belle esperienze”, queste le parole di Maria Rosaria Calderone di Una Città Non Basta.
Da registrare la presenza tra il pubblico del giovane scrittore Mario Soldaini, ambasciatore di Emergency a Gaza, curatore della raccolta di poesie gazawi Il loro grido è la mia voce sostenuto da Ginevra Bompiani e Luciana Castellinache è intervenuto al termine della serata.
“Sono qui e ringrazio tutte voi per la restituzione che è tanto più di questo, perché è la vita così si è espresso lo scrittore Mario Soldaini - Avete mostrato la vostra vita . Per me è stato un privilegio raccogliere le voci di chi non può essere qua che è a Gaza in questo momento, chi non c’è più: due dei poeti che abbiamo raccolto in questo libro non ci sono più e basterebbe penso il fatto che sia io qui a parlare al posto loro, a dire che c’è qualcosa che non va, che dobbiamo combattere con la forza della pace, con quello che abbiamo a disposizione per eliminare dal nostro quotidiano, riportando nel quotidiano quella poesia. Oggi tra l’altro ricorre il Bombardamento di San Lorenzo (a Roma). Quello che ha colpito la mia famiglia e i miei nonni. Oggi ci avete portato dentro una storia che non vorremmo provare, attraverso le vostre parole. Così come tutti questi poeti (contenuti nel libro) in realtà a chi non ha ancora risentito sulla propria pelle il suono delle bombe, queste poesie restituiscono tanto perché ci fanno lasciare tutto ciò in più che ci portiamo dietro e ci mettono davanti la drammaticità violentissima di un mondo che abbiamo contribuito a costruire e che continuiamo a costruire ogni giorno con il nostro assenso, con il nostro consenso, con il nostro silenzio, con i nostri soldi anche. Questi poeti, quelli che non ci sono più, quelli che continuano a scrivere ogni giorno a Gaza ci stanno dimostrando che non hanno bisogno di altro se non di ascolto e noi non stiamo dando voce a nessuno ma abbiamo soltanto bisogno di cominciare ad ascoltare, e questo forse è anche il primo significato politico di quello che credo sia essere la poesia. Ringrazio voi per aver contributo a questo grandissimo atto poetico”.
“All’interno del nostro centro vengono realizzati progetti di integrazione delle persone -ha detto Marco Frisari in rappresentanza del S.A.I. @HOME_Marino del CpA - perché noi non facciamo solo accoglienza, che è la parte materiale che diamo alle persone, ma è tutto il resto che ha una rilevanza reale che può cambiare la vita delle persone. Essere qui oggi è importantissimo, vedere delle persone di Marino attente alle nostre tematiche ci fa bene. Abbiamo fatto una scelta come struttura nata da un caso quella del cancello aperto. Non lo chiudiamo per evitare il distacco. Chiunque può entrare e incontrare le persone che vivono nella struttura e incontrare noi. Non è un luogo nascosto o insicuro. C’è chi viene a passeggiare nel viale, chi insegna ai nipoti ad andare in bicicletta ed è bellissimo perché incontrano le nostre persone. Quest’anno abbiamo fatto un’esperienza bellissima organizzando un centro estivo per i bambini a cui hanno partecipato anche i miei figli. Hanno avuto l’opportunità di vivere con delle comunità totalmente differenti tra loro che si incontravano e vivevano insieme tutta la giornata, grazie anche all’aiuto delle Suore presenti. In alcuni momenti ci perdiamo, perché è anche lavoro per noi, diventiamo dei burocrati, ma serate come questa restituiscono il senso della bellezza del lavoro che facciamo ogni giorno”.
“Grande soddisfazione per me vedere che Il Raggio Verde – iniziativa unica nell’ambito di questo territorio - sta crescendo di anno in anno. A partecipazione prevalentemente femminile, stiamo finalmente conquistando la fiducia delle ospiti straniere che cominciano a riconoscere questo progetto come uno spazio di espressione personale e un ponte di comunicazione con le realtà locali” questa la dichiarazione di Sabina Barzilai Presidente di Artemista e ideatrice del progetto.