Afghanistan, Kunduz città libera ma per poco

La piazzaforte persa e ripresa dai talebani nel giro di poche ore

Gianluca Vivacqua
02/10/2015
Dal Mondo
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Tourbillon afghani: una translatio imperii così turbolenta è veramente degna di un quadro storico sempre magmatico e instabilissimo come quello del paese dell’oppio. 

Tutto in un giorno, neppure, tutto nell’arco di una mattinata. Giovedì 1 ottobre, ore 6.51 italiane. Le forze regolari afghane si proclamavano padrone di Kunduz, l’antica città battriana che era caduta in mano ai talebani lunedì 28 settembre. Gli estremisti, nel corso della battaglia che aveva portato l’esercito di Kabul a riconquistare l’importante piazzaforte, sarebbero stati costretti a subire "gravi perdite” e  quindi a volgere in fuga.

Questo, almeno, è quanto riferiva il ministero dell’Interno afghano, che aggiungeva come un contributo indispensabile alla vittoria fosse stato offerto dalla coalizione degli alleati occidentali (con Usa e Gran Bretagna in testa). La battaglia era iniziata alla mezzanotte circa di giovedì; a certificarne l’esito sfavorevole ai talebani sarebbero state, quindi, alcune foto già apparse sui social media in cui sono ritratti militari afghani con la bandiera del loro Stato nel centro di Kunduz City.

E’ durata poco, però, pochissimo. Alle 9.00 circa (anche questa volta, ora italiana), le fonti talebane già si incaricavano di controbattere alle notizie che erano circolate poche ore prima a cura dell’entourage del ministro Ayub Salangi. I seguaci del mullah Omar hanno tenuto ad aggiornare correttamente circa gli sviluppi  della battaglia infuriata intorno alla città: essi, hanno informato online, pur essendo stati soccombenti nei combattimenti della mattina, non si sono affatto ritirati.

Tutt’altro: a distanza di poche ore dall’attacco notturno delle truppe di Kabul hanno risposto con una contro-offensiva di successo, che ha consentito loro di ribaltare le sorti dello scontro. Così la fuga rovinosa, che il ministero degli Interni afghano attribuiva ai combattenti-seminaristi, ha finito per interessare proprio le forze regolari. “Soldati e agenti di polizia scappano in direzione dell’aeroporto”, si leggeva sul loro sito a far da chiusa alla cronaca della giornata (del secondo tempo della giornata, quello favorevole agli islamisti). Insomma, la partita militare intorno a Kunduz si è conclusa in parità, un 1-1 avvelenato che però vale tre punti per i talebani.

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