18 luglio 2025, Gelateria Ribes Prati - Roma.
Una serata di cultura, umanità e rinascita ha illuminato il cuore dell'estate romana. Sotto le luci morbide del Salotto Letterario della Gelateria Ribes Prati, la rassegna "Roma Legge d'Estate" ha trasformato una semplice presentazione di libri in un autentico incontro di anime.
Promossa da Il Blog di Sabrina in collaborazione con il Gruppo Editoriale Di Leandro & Partners, l'iniziativa ha potuto contare sul sostegno di Leone Real Estate, sponsor della kermesse culturale che non solo ha reso possibile l'intera manifestazione, ma ha anche regalato una coppa di gelato artigianale a tutti i presenti: un gesto semplice ma simbolico, come a dire che cultura e dolcezza possono coesistere, e nutrire insieme mente e cuore.
Tra gli autori protagonisti, Dino Tropea ha presentato il suo libro "Lasciato Indietro" (Armando Editore), toccando corde profonde del pubblico. Non solo come scrittore, ma anche come fondatore e curatore di Cadenze Letterarie, salotto culturale nato a Fiumicino per dare voce a chi ha qualcosa da dire davvero. L’autore ha invitato – e continua a farlo – colleghi scrittori e scrittrici a presentare le proprie opere a Fiumicino, aprendo uno spazio autentico d'incontro tra letteratura e comunità. Cadenze Letterarie si conferma un’iniziativa profondamente radicata nel territorio e vicina alle istituzioni locali, che da sempre sostengono con impegno eventi culturali capaci di generare valore, bellezza e partecipazione. Tropea, che da tempo porta avanti una scrittura autentica, imperfetta e viscerale, è stato accolto con calore e attenzione. Una signora del pubblico, Nerina, si è avvicinata al termine della serata per dirgli: «Nel tuo racconto ho visto la mia vita. Era come se stessi raccontando me, allo specchio».
“Lasciato Indietro” è un testo ibrido, a metà tra il romanzo autobiografico e la testimonianza civile. Un inno alla resilienza, ma anche una denuncia etica: dell'abbandono, delle disuguaglianze, delle ingiustizie sociali. Attraverso il suo stile sincero e privo di filtri, Tropea racconta il percorso di chi, come lui, ha conosciuto il dolore della separazione, la distanza da una figlia, l'ansia sociale, eppure non ha smesso di credere nella rinascita.
Durante la serata, condotta con eleganza e fermezza da Monica Di Leandro, giornalista, editore e moderatrice, si è parlato di scrittura come cura, di depressione, di genitorialità spezzata, ma anche di nuove forme di amore, di famiglie allargate, di speranza. Il pubblico, composto da lettori, curiosi e passanti catturati dall'energia dell'incontro, non si è limitato ad ascoltare: ha partecipato, ha domandato, ha condiviso.
Altri autori presenti hanno contribuito a comporre un mosaico ricco e variegato: Eugenio Alaio con "Isabela", Laura De Rubeis con "Oltre ogni scelta" e "Crisalide", Gianmarco Gargiulo con "Amezaiku", Giacomo Mangiaracina con "Le aquile di Korcha", e Daniele Tomassoni con "Dipingi i tuoi sogni" e "Nome in codice: bravo team". Ognuno ha portato la propria voce, ma è stato evidente il filo comune: un desiderio profondo di verità, di bellezza, di contatto.
Tropea ha anche portato con sé due opere significative: "Ombre e Luci di un Cammino" (Laura Capone Editore), silloge poetica, vincitrice del XIII concorso Interazionale di letteratura italiana contemporanea, che si muove tra filosofia e autobiografia, e "Il Regno Sommerso di Coralyn" (VJ Edizioni Milano), favola moderna che intreccia educazione, immaginazione e temi ambientali. Due mondi, due stili, un’unica firma: quella di chi ha fatto della parola uno strumento di consapevolezza e trasformazione.
Non sono mancate riflessioni più ampie. Con il Prof Mangiaracina – Presidente dell’Agenzia Nazionale per le dipendenze – si è parlato, con passione e concretezza, della necessità di rilanciare la prevenzione e la lotta a tutte le forme di dipendenza: non solo con parole, ma con azioni. È stato aperto un intenso dibattito sull'educazione digitale e sull'urgenza di un approccio progressivo alle nuove tecnologie. Un tema emerso con forza è l'insana abitudine di regalare uno smartphone già alla Prima Comunione: una ragazza di 23 anni, tra il pubblico, ha condiviso che a lei avevano donato un cellulare “vintage”, solo telefonate e SMS. Un ricordo che ha profondamente toccato Tropea: proprio questo è uno dei nodi trattato in "Lasciato Indietro".
Si è anche discusso dello psicologo di famiglia gratuito, figura da affiancare al pediatra e al medico di base, come già auspicato da Tropea sulla scorta della sua esperienza personale con ansia e depressione situazionale. Il professor Mangiaracina, accademico di lungo corso, ha ricordato come queste proposte siano oggetto di confronto con il Ministero della Salute da oltre vent’anni. Un’idea forte: se queste figure fossero state operative già da tempo, forse oggi ci sarebbero meno casi di bullismo, meno fragilità invisibili, meno femminicidi, meno suicidi. E, soprattutto, la salute mentale non sarebbe più vissuta come un tabù, ma come un diritto condiviso.
In questo contesto, il contributo degli autori è andato oltre la narrazione. È diventato impegno civico, proposta sociale, invito a costruire comunità più consapevoli. C’è chi ha proposto una rete di presidi culturali permanenti nei quartieri, chi ha invocato la presenza costante di psicologi nelle scuole. Il dibattito è stato acceso, ma sempre rispettoso, animato da un bisogno comune: restituire centralità alla persona, alla parola, all’ascolto.
Alla fine della presentazione, tra gli sguardi attenti e le parole in punta di cuore, una signora si è avvicinata. I suoi occhi brillavano di quella luce che nasce dalla risonanza interiore, quando ciò che hai ascoltato ti tocca davvero. Mi ha detto:
«Mio marito lavora nella marina mercantile… spesso mi racconta quanto sia duro questo mestiere. Cosa posso dirgli, come posso aiutarlo?»
Ho respirato un attimo, e ho lasciato parlare una delle pagine più intime di Lasciato Indietro, quella che invita a lasciar andare. Gli ho detto:
“...che è giusto lottare per rimanere nella propria zona di comfort, ma se ciò ci fa stare male abbiamo l'obbligo prima con noi stessi e poi con gli altri di cambiare qualcosa...”
Perché spesso ci ostiniamo a rimanere nella nostra zona di comfort, anche quando ormai non è più né zona né comfort. Perché ci hanno insegnato che resistere è sempre un valore. Ma la verità – quella che si sussurra nel silenzio delle notti in mare – è che abbiamo il dovere, prima verso noi stessi e poi verso chi ci ama, di cambiare qualcosa.
Non sempre serve stravolgere la rotta, licenziarsi, mollare tutto. A volte basta cambiare il modo in cui ci si avvicina a ciò che facciamo. Trovare uno spazio sacro tra il dovere e la vita.
Riconoscere la fatica, senza diventarne schiavi. Ritrovare sé stessi anche quando si è lontani da casa, nel cuore di un oceano che non perdona. Forse è da lì che si comincia a tornare davvero.
"Roma Legge d'Estate" non è stato solo un evento letterario: è stato un abbraccio. Un patto implicito tra chi scrive per non dimenticare e chi legge per ritrovarsi. In un tempo che accelera e che spesso lascia indietro le persone più fragili, le serate come questa restituiscono dignità alla lentezza, all'ascolto, alla parola che guarisce.
Il messaggio è chiaro: ogni libro può diventare un ponte. Ogni voce può diventare cura. Ogni storia, anche quella più personale, se condivisa con onestà, può trasformarsi in un atto politico e poetico insieme.
Nel congedarsi dal pubblico, Dino Tropea ha ricordato:
«Scrivo per chi si riconosce. Per chi non si arrende. Per chi ha ancora una voce da ritrovare».
E a chi lo ha raggiunto al termine della serata, per un autografo o solo per dire "grazie", ha risposto con un sorriso che sa di mare, di vento e di quella imperfetta, ostinata voglia di continuare a raccontare.
La rassegna continua. La parola, ancora una volta, ha trovato casa.
Dino Tropea presenterà le sue opere il 12 settembre presso il Comune di Farnese ed il 20 settembre a Roma presso i Giardini dell’Acqua Paola (al Fontanone). Visitate il sito https://dinotropea.it per tutti i dettagli e molto altro.