EMIT ci racconta il suo nuovo singolo "Bianco", un brano onirico a libera interpretazione

Jacopo Ortica
16/07/2025
Musica e spettacolo
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Esce venerdì 6 giugno 2025 su tutte le piattaforme digitali (in distribuzione Believe Music Italy), il nuovo singolo di EMIT, alter ego musicale di Emanuele Conte.

"bianco", tutto minuscolo, è un nuovo e atteso capitolo che si aggiunge alla personalissima autobiografia musicale del cantautore di Lodi e che segue la pubblicazione di "bacio", singolo che  aveva segnato la fine dell'estate 2024. Oggi, invece, siamo qui,  all'inizio di quella del 2025, con questo nuovo pezzo che è anche un assaggio di un nuovo disco in uscita. "bianco" è un brano di una delicatezza sospesa data anche da sfumature lo-fi, costruisce un crescendo emotivo che colpisce, senza cedere mai alla tentazione di un pathos stucchevole, accompagna l’ascoltatore in un’introspezione intima: addentrandosi e descrivendo qualcosa che tutti hanno vissuto, almeno una volta. 

La scrittura musicale è nata con la chitarra, ma poi l'idea dell’arrangiamento si è sviluppata aggiungendo un synth microkorg e una drum machine roland tr-8s. Poi il basso e un arpeggio di chitarra acustica hanno dato il giusto groove al pezzo. La produzione è stata curata da Andrea De Carlo e Filippo Cornaglia, lavorando principalmente allo Studio Lab10 di Torino. Il basso è suonato da Matteo Giai. Il mix è di Andrea De Carlo e il master di Giovanni Versari.

Lo abbiamo intervistato, con la voglia di approfondire un progetto indipendente, delicato e coraggioso, che ha voglia di esporsi e raccontarsi. 

 

  1. Oggi molti artisti costruiscono una narrativa parallela alla musica attraverso i social. Tu invece sembri voler restare invisibile: è una scelta precisa o una resistenza istintiva?
    Credo sia in parte una forma di resistenza perché non è il modo di comunicare che ho consumato io crescendo. I social non sono il tipo di piattaforme a cui mi sono abituato io nel conoscere gli artisti che erano i miei riferimenti. Quindi credo sia una resistenza istintiva, ma non voluta. Vorrei raccontarmi di più, sto solo cercando un modo che mi risulti naturale.
     
  2. Non c’è quasi traccia di te in formato video, niente vlog, nessun racconto del dietro le quinte”. Pensi che lassenza di esposizione personale rafforzi o indebolisca la tua musica?
    Penso che indebolisca la capacità o la possibilità di raggiungere più persone. Non mi è mai piaciuto promuovermi con dei format orientati alla viralità o con chiacchiere fini a se stesse, ma sicuramente vorrei espormi di più, e avere un rapporto continuo con chi mi segue o con chi potrebbe farlo in futuro. Da questa domanda capisco che non ci sto ancora riuscendo.
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  4. Ti senti mai tagliato fuori da un sistema che ormai premia più la presenza che il contenuto? O rivendichi con orgoglio il tuo silenzio visivo?
    Sì mi sento un po’ tagliato fuori rispetto a certi modi di comunicare di adesso. Alcuni non mi appartengono, con altri non ho ancora sperimentato abbastanza. Ma vorrei essere più presente e penso di essere vicino a trovare il mio modo di farlo. Presto vedrete. Starò sempre attento comunque a mantenere genuino quello che propongo.
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  6. Hai mai avuto il timore che, senza una narrativa social attiva, Bianco” e i tuoi brani possano semplicemente perdersi nel rumore della rete?
    Sì, infatti spesso succede. Devo decisamente lavorare per una narrazione social più attiva. Mi piacciono i contenuti che propongo ma mancano ancora costanza ed estemporaneità. Soprattutto preferisco Youtube come piattaforma, quindi la mia idea è di creare contenuti video per Youtube ed estrarre da lì per condividere su Instagram.
  7.  
  8. Se qualcuno ti dicesse che oggi fare musica senza fare anche personaggio” è quasi un atto di sabotaggio, cosa risponderesti?
    Sarei d’accordo, ma non vale la pena snaturarsi e fare una cosa solo perché va di moda. Credo stia tutto nel trovare il proprio linguaggio e il proprio modo di comunicare. Perché nessuno di noi sa per certo cosa funzionerà tra due mesi. Anche un “personaggio” deve partire da una verità. Spero di riuscire a conciliare meglio queste due cose in futuro. Grazie mille per queste domande stimolanti e dirette, lo apprezzo molto.

 

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