Dopo una breve pausa di riflessione nella programmazione, martedì 1° luglio 2025 il sipario di Teatrika si riapre con un evento fuori concorso che segnerà uno dei momenti più attesi e profondi di questa edizione. Tornarà sul palco la Compagnia degli Evasi, anima pulsante del festival, con lo spettacolo "Fuori dalla stanza", un testo originale scritto e diretto da Marco Balma, già insignito del Premio Speciale della Giuria al concorso nazionale di drammaturgia In punta di penna. Il lavoro di Balma si conferma ancora una volta come una delle voci più sensibili e rigorose della nuova scena teatrale. Fuori dalla stanza non è solo un atto teatrale ma è un’esplorazione nell’oscurità silenziosa dell’anima, dove il teatro si fa sonda psicologica e rito collettivo. La trama, tanto semplice quanto destabilizzante, ruota attorno a Francesco, un uomo che un giorno decide, senza alcuna spiegazione apparente, di rinchiudersi nella propria stanza e di non uscirne più. Nessuna dichiarazione, nessun trauma manifesto: solo un silenzio improvviso, totale, che diventa spazio di resistenza e, allo stesso tempo, di resa. A tentare di spezzare questo isolamento è Stella, personaggio anomalo e trascinante, che irrompe nella stanza, e nella vita di Francesco, con l’energia e il caos di chi non accetta che il buio prenda il sopravvento. Il confronto tra questi due poli, la stasi e il movimento, la chiusura e il tentativo di apertura, è il cuore emotivo e drammaturgico dello spettacolo. E se Stella è un uragano di parole, gesti, tentativi, Francesco è un muro muto, che sembra chiedere al pubblico di ascoltare ciò che non viene detto. La regia di Balma sceglie la via della sottrazione, costruendo una scena scarna, dove ogni oggetto è carico di significato: una finestra chiusa, sempre presente, diventa il simbolo evidente di una soglia da attraversare, di un confine tra prigione e possibilità. Le luci essenziali, i dialoghi sospesi, la totale assenza di colonna sonora sono parte di una scelta poetica precisa, che lascia spazio all’ascolto e alla riflessione, senza mai indulgere nel patetismo o nella retorica del dolore. La tematica è delicata e attuale, il ritiro esistenziale, spesso associato a fenomeni come quello degli hikikomori, è trattato non come anomalia clinica ma come realtà interiore, che può toccare chiunque. Fuori dalla stanza non cerca spiegazioni, ma restituisce l’esperienza del silenzio, della fragilità psichica con onestà e lucidità ma lo fa suggerendo, tra le righe, che anche nell’isolamento più profondo può insinuarsi una possibilità di risalita, un gesto, una voce, una presenza che richiama alla vita.
Nel frattempo, Teatrika prosegue con una programmazione fitta e stimolante, che nelle prossime serate vedrà in scena testi di autori come Baricco, Vaccaro e Matei Vișniec, confermando la vocazione del festival a intrecciare stili, linguaggi e sguardi differenti. Ma se c’è una lezione che "Fuori dalla stanza" ci vuoi lasciare, è che il teatro deve saper guardare negli occhi il proprio pubblico, affrontare l’inquietudine del presente e offrire non solo storie, ma anche strumenti di comprensione e resistenza. La Compagnia degli Evasi, con questa prova d’autore, dimostra ancora una volta che il teatro può essere molto più che intrattenimento, può diventare luogo di cura, specchio delle nostre ombre e piccola luce che ci invita a uscire, appunto, dalla nostra stanza. Nota critica del Prof. Mario Carchini, docente dell'Accademia Statale di Belle Arti di Carrara.