Ue, nuovo piano per immigrazione

Annuncio del presidente del Parlamento europeo

Gianluca Vivacqua
03/09/2015
Attualità
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Redistribuzione di qualcosa come centoventimila immigrati.

Ė questa l’idea-chiave, anticipata da Repubblica,  del nuovo piano per l’immigrazione proveniente dai piani alti di Bruxelles. A luglio si era già meditato su un piano generoso, ma non così ambizioso: ci si era fermati, infatti, a trentaduemila immigrati.

Stavolta, invece, se non saranno proprio quelli del target massimale, almeno dovrebbero essere centomila. Parola del presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk. Ė stato, però, il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, ad annunciare stamani che qualcosa di grosso sta bollendo in pentola. “La settimana prossima (più precisamente martedì, ndr) il presidente della Commissione europea annuncerà nuove misure sul fronte del ricollocamento.” Dopo la presentazione, il piano sarà sottoposto al vertice straordinario dei ministri dell’Interno dei Paesi Ue, in programma il 14 settembre prossimo.

Tra gli aspetti più interessanti del provvedimento c’è un’opzione di adesione che in pratica maschera un vero e proprio obbligo: i Paesi, infatti, che scelgono di non partecipare alla redistribuzione, non solo dovranno poi rendicontarne i motivi nelle sedi comunitarie,  ma potranno anche essere soggetti a sanzioni. Così facendo, si tenterebbe di superare quasi con la forza le renitenze mostrate dai Paesi dell’est (Repubblica Ceca ed Ungheria) ad accogliere i flussi migratori. Proprio in queste ore è partito dalla stazione di Budapest, finalmente tornata accessibile ai migranti dopo un blocco di due giorni, un treno carico di profughi in direzione Sopron, non lontano dal confine con l’Austria. Raggiunto tale confine,  molti di essi cercheranno di raggiungere la Germania.

A Firenze, intanto, Renzi, in una conferenza stampa congiunta col premier maltese Joseph Muscat, tappa conclusiva di un vertice bilaterale, ha preso spunto dalla vicenda del piccolo profugo siriano raccolto privo di vita sulla spiaggia turca di Bodrum (in realtà era appena all’inizio del suo viaggio con i familiari, che avrebbe dovuto avere il Canada come meta), per lanciare il suo ennesimo “fate presto” all’Unione Europea: “L’immigrazione richiede un approccio globale europeo, ed è dovere dell’Europa dare una risposta unitaria che parta dal diritto di asilo europeo.

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