Con la chitarra classica, Albano tesse un racconto che profuma di Sud e di storia.

Meditazioni mediterranee

Walter Bolli
04/06/2025
Attualità
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C’è qualcosa di profondamente mediterraneo nel modo in cui Nicola Albano accarezza le corde della sua chitarra. 
In “Riflessioni in musica”, ogni brano è come una narrazione orale tramandata da generazioni. 
Si avverte la calura del Sud, la malinconia delle città antiche, la spiritualità che scorre sottopelle. “Palestina” è forse il pezzo più emblematico in tal senso: una melodia che non cerca mai di drammatizzare, ma racconta con rispetto e poesia una storia di identità e resistenza. 

“Tra antico e moderno” è una chiusa perfetta, che ci ricorda come la musica non appartenga al tempo, ma alla sensibilità. 
Albano non forza mai la mano, lascia che siano le pause, i respiri e le vibrazioni a costruire il discorso. Il risultato è un lavoro coerente, autentico e toccante, che sembra nascere più dalla terra che dal pentagramma.

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