Il terrore corre dentro gli impianti di condizionamento degli edifici.
E’ qui che, come riporta la Bbc online e come la storia del morbo insegna, si insinua il bacillo della legionella. Siamo nella zona sud del quartiere del Bronx, la suburra newyorkese: lì dove il degrado è pane quotidiano, la calda estate del 2015 ha ritrovato le sembianze di una altrettanto calda estate del 1976. A Philadelphia, Pennsylvania: in un hotel del centro, un convegno di veterani della American Legion diventò uno scenario degno di Agatha Christie. E un nemico lubrico e ubiquo come Blob, ma oltretutto potenziato dal dono dell’invisibilità, ebbe il suo nome di battesimo.
Non parliamo certo di scenari da ebola, è fuor di dubbio. Magari è una Little Ebola, ma è pur sempre un’emergenza: cento i casi di contagio segnalati nelle ultime settimane, e almeno una dozzina i decessi di cui si ha notizia certa. La maggior parte delle vittime, informano le autorità sanitarie, aveva superato i quarant’anni ed era già affetta da problemi di salute. Una dozzina sono anche i palazzi attualmente in “quarantena”, per via di tubature e installazioni di aerazione sospette, ma in pratica in tutto il quartiere scorrazzano senza sosta unità speciali di disinfestazione.
Si tratta della più violenta e più estesa epidemia di legionellosi mai registratasi a New York in tutta la sua storia. E continua ad allargarsi, non solo nell’area metropolitana (colpito lo stabilimento della GlaxoSmithKline), ma anche fuori (Carolina del Nord).