Giappone, si viaggia con treni "italiani"

La tecnologia viene dal sud d’Italia

Gianluca Vivacqua
05/08/2015
Economia
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Crolla un mito: quello del Giappone gigante autarchico della tecnologia.

E  a “colonizzare” l’arcipelago del Sol Levante non è una potentissima major americana, né tantomeno un grande marchio di un Paese cugino (Corea, Cina). Parliamo del settore ferroviario, e qui i pluri-maestri giapponesi, che necessitano di treni iper-veloci, si sono affidati… agli italiani. Italiani del Sud, per essere più precisi.

Lo scorso fine settimana, infatti, è stato ufficializzato uno storico accordo, finalizzato alla fornitura di strumentazioni, tra la West Japan Railway Company, la compagnia ferroviaria che gestisce tutte le linee della parte occidentale dell’isola di Honshū (quindi OsakaKobe e Kyoto, solo per citare le principali stazioni), e la MerMec, solida realtà imprenditoriale di Monopoli.

Sì, Monopoli, il comune pugliese della città metropolitana di  Bari: l’azienda che ospita è in realtà eccellenza mondiale nella tecnologia ferroviaria,  “pluridecorata” per l’innovazione tecnologica al Mit di Boston e nella Silicon Valley oltre che in Italia, ed inclusa nel prestigioso novero delle trenta società europee all’avanguardia sul fronte dell’innovazione. Da tempo, poi, onora commissioni ed ordinativi in più parti del mondo. Ed è proprio ad essa che i dirigenti della Jrwest si sono rivolti per equipaggiare i loro treni ad alta velocità, gli Shinkansen, con  sistemi di misura all’altezza: parliamo di un tipo di apparecchiatura, un esempio tra i tanti, per cui l’azienda monopolitana si fa preferire nel mondo. 

Nonostante ciò che si dice quotidianamente, c’è un Sud che funziona e che ha il suo peso internazionale”, può giustamente gongolare Vito Pertosa, il  dominus di MerMec figlio del gran fondatore, Angelo

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