Non passa estate che non si apra un nuovo capitolo dell’eterna tensione israelo-palestinese.
A questo giro non è una nuova provocazione, terroristica o paraterroristica, degli arabi di Palestina a scatenare la reazione, ipermarziale, dello Stato ebraico, ma un atto di devastazione compiuto in Cisgiordania, più precisamente l'incendio doloso di una casa a Kfar Douma, sobborgo nei pressi di Nablus, i cui esecutori sarebbero alcuni estremisti ebrei non meglio identificati.
Si tratterebbe di coloni, che hanno firmato la loro azione scrivendo sulle pareti delle abitazioni vicine a quella colpita un messaggio lapidario, inequivocabile: Vendetta. Per il momento c’è un solo dato tragicamente certo: ed è che l’incendio ha causato la morte di un innocente di diciotto mesi, Ali Dawabsheh. I genitori del piccolo e il fratellino più grande, che ha quattro anni, sono riusciti invece a salvarsi, Si trovano ricoverati nell’ospedale di Nablus.
Nell’immediato non sono alle viste iniziative di ritorsione militare da parte dei gruppi combattenti palestinesi: Hamas – lo riferisce Al-Aqsa, che è la tele-emittente ufficiale del braccio palestinese dei Fratelli Musulmani – ha semplicemente invitato gli abitanti di Nablus a riversarsi in strada per dar vita a manifestazioni di protesta dopo le preghiere del venerdì nelle moschee.
Propositi più bellicosi sembra avere invece il Jihad islamico palestinese, gruppo estremista minoritario nato nella Striscia di Gaza negli anni ’70 da una costola della Jihad islamica egiziana, e strettamente legato agli Hezbollah libanesi. Esso torna ad agitare un tema diventato caldo negli ultimi mesi, cioè la possibile sospensione dell’accordo di sicurezza tra l’Anp, la massima autorità politica palestinese (in realtà dal 2013 si chiama ufficialmente Stato di Palestina), e Israele: un accordo ormai inutile, perché appartenente ad un’ epoca lontana, quella clintoniana, le cui premesse e le cui promesse sono svanite da tempo.
Come i suoi protagonisti: Arafat per l’Olp, l’organizzazione indipendentista degli arabi palestinesi da cui l’Anp sarebbe derivata, e Rabin per la Repubblica ebraica.