Processo Eternit Bis: la Corte di Assise di Appello di Torino riduce condanna a 9 anni e 6 mesi.

ANDREA GENTILI
19/04/2025
Attualità
Condividi su:

392 morti dei quali  62 lavoratori dell’Eternit e 330 persone che vivevano nelle zone vicine alla fabbrica della Eternit: dopo la sentenza della Corte D’Assise di Novara che aveva deciso di considerare i fatti non più come omicidio volontario, ma come omicidio colposo aggravato causato da gravi violazioni delle norme sulla sicurezza sul lavoro (sapendo che il rischio di morte era concreto) e condannato l’industriale svizzero, la Corte di Assise di Appello di Torino rende giustizia anche ai tanti i morti per mesotelioma e di altre patologie asbesto correlate che hanno colpito nel corso del tempo gli operai e gli abitanti delle zone limitrofe alla fabbrica della Eternit.

Dopo anni di battaglie legali, finalmente una sentenza che dà voce alle vittime dell’amianto e riconosce la gravità di quanto accaduto. Una condanna che non cancella il dolore, ma afferma un principio fondamentale: la vita e la salute delle persone vengono prima di tutto. È un segnale forte, che dice che chi inquina, chi nasconde, chi mette il profitto davanti alla sicurezza, non può restare impunito. La decisione della Corte è una vittoria della memoria, della dignità e della verità. A chi ha lottato per anni, spesso nel silenzio, va oggi il nostro rispetto più profondo.

La Corte di Assise di Appello di Torino, ratificando il principio che la vita e la salute delle persone vengono prima di tutto, ha confermato la condanna del magnate svizzero Stephan Ernst Schmidheiny, responsabile della fabbrica, riducendola a 9 anni e 6 mesi per aver ritenuto, per alcune delle posizioni in questione, che il fatto non sussiste.

 

Leggi altre notizie su Notizie Nazionali
Condividi su: