Niente accordo con i creditori. Mentre sono stati già scrutinati il 51,67% dei seggi si scopre che il NO nel referendum ha ottenuto il 61,22% , contro il 38,78% dei SI.
Il voto popolare ha registrato un'affluenza del 65% degli aventi diritto, con dieci milioni di cittadini greci chiamati alle urne dalle 6 fino alle 18 (ora italiana), che con il delinearsi dell' OKI – il no greco – ha visto la popolazione ellenica riversarsi sulle piazze intonando canti e ballando il sirtaki, la caratteristica danza greca sotto gli occhi dei media internazionali.
Dal canto suo il premier Tsipras non ha perso tempo: con l'andamento del voto ha iniziato una serie di colloqui telefonici con i leader europei, secondo quanto riportato dalla tv greca, anche se non è dato sapere se la Merkel, che domani si incontrerà all'Eliseo con il presidente Hollande, figurasse tra gli interlocutori mentre secondo indiscrezioni una telefonata si è svolta con il presidente della BCE Mario Draghi. Anche per Matteo Renzi rimane l'interrogativo telefonico, anche se per lunedì mattina è stato convocato il ministro all'Economia Padoan alzando così la possibilità che il colloquio sia avvenuto.
Con questo risultato il Primo ministro ha un mandato da tutto il popolo greco – ha dichiarato ai media il portavoce del governo ellenico Gavril Sakellaridis – e la nostra drammatica situazione non consente ritardi. I negoziati che riprenderanno dovranno concludersi molto in fretta, nel giro di 48 ore - ha sottolineato – dove ogni sforzo verrà fatto da parte nostra per chiudere un accordo in fretta con le controparti internazionali.
Caustico e raggiante il ministro dell'Economia Varoufakis sulla situazione: volevano umiliarci, ora da domani l'Europa inizi a curare le nostre ferite – ha sentenziato – e nel frattempo tenderemo una mano ai nostri compagni e chiameremo a raccolta tutti i nostri partner, uno a uno, per trovare un luogo comune e un'intesa positiva per tutti. La ristrutturazione del debito – ha continuato – è uno degli obiettivi del governo di Atene e ci troveremo ad un tavolo per cercare una soluzione di accordo favorevole per entrambe le parti.
La battaglia per l'orgoglio greco è vinta e anche il primo ministro ellenico non nasconde la sua soddisfazione: Oggi è un giorno di festa perchè la democrazia è in festa – ha detto Tsipras – e sono fiducioso che da domani apriamo la strada agli altri popoli europei.
Un invito, che suona anche come un monito, raccolto già da un altro fautore del NO tutto italiano: Beppe Grillo, che dalla piazza di fronte al Parlamento greco ha definito un fantastico risultato quello del popolo greco.