Un fisico dell'Università di Portsmouth in Inghilterra ha riacceso la controversa ipotesi secondo cui potremmo vivere in una simulazione, sostenendo di aver individuato principi fisici che potrebbero supportare la teoria. Il suo lavoro offre una straordinaria combinazione di teoria dell'informazione e fisica, suggerendo che l'universo si comporta più come un programma di compressione dati che come un sistema naturale caotico.
Per anni abbiamo pensato che Matrix fosse solo un film di fantascienza. Ora potremmo doverci ricredere. L'idea che la nostra realtà possa essere un'illusione costruita ha antiche radici filosofiche. Nella sua celebre allegoria, Platone descrive i prigionieri in una caverna che confondono le ombre con la realtà. Secoli dopo, nel 2003, il filosofo Nick Bostrom dell'Università di Oxford ha reso popolare un equivalente moderno, sostenendo che è "possibile" per gli esseri umani vivere in una simulazione ultra-sofisticata costruita da esseri tecnologicamente avanzati. Recentemente, nel 2022 anche il filosofo australiano David Chalmers durante una conferenza online per presentare il suo nuovo libro “Reality+: Virtual Worlds and the Problems of Philosophy”, ha aperto alla possibilità che tutta la nostra esistenza sia in realtà una simulazione digitale condivisa e gestita da un computer. Da molti anni, questa nozione ha catturato l'immaginazione di vari fisici e filosofi. Alcuni hanno cercato di trovare il modo di identificare i difetti della presunta simulazione. Altri, come il fisico Melvin Vopson, suggeriscono un approccio diverso: la ricerca del “codice sorgente” dell’universo.
Vopson propone un nuovo principio fisico che chiama "seconda legge dell'infodinamica". In un articolo del 2023 per The Conversation, spiega: "L'entropia dell'informazione dovrebbe rimanere costante o bassa nel tempo, finché non raggiunge un valore minimo di equilibrio". In questo contesto, l'entropia si riferisce al grado di disordine di un sistema. Mentre la seconda legge della termodinamica afferma che l'entropia tende ad aumentare nei sistemi isolati, la versione di Vopson suggerisce il contrario per l'informazione, implicando una tendenza naturale verso l'ordine e la compressione informativa. Egli sostiene che questo potrebbe essere il segno di un sistema ottimizzato e strutturato, "una sorta di programma di compressione ottimale dei dati" che opera al di sotto di ciò che percepiamo come realtà. Vopson estende la sua teoria ai sistemi biologici, suggerendo che anche le informazioni genetiche dimostrano questa tendenza. Egli scrive che “questa legge potrebbe essere applicata al comportamento dell’informazione genetica, che quindi non sarebbe casuale come suggeriva Charles Darwin, ma cercherebbe sempre di minimizzare l’entropia dell’informazione”. In questa prospettiva, il DNA non si evolve esclusivamente attraverso mutazioni casuali, ma attraverso un processo che privilegia l'efficienza e l'ordine informativo. L'implicazione più ampia è che l'universo stesso tende alla simmetria, comportandosi meno come un processo caotico e più come un sistema progettato per l'equilibrio.
Nonostante l'eleganza del concetto, molti esperti restano scettici. I critici sostengono che queste idee rasentano la pseudoscienza, in quanto prive di un chiaro supporto sperimentale o di previsioni falsificate. Alcuni la vedono addirittura come "una forma di religione", che sostituisce la teologia tradizionale con il misticismo digitale. Il consenso scientifico continua a favorire modelli testabili basati su dati empirici. Le affermazioni di Vopson, pur essendo radicate nel linguaggio formale della fisica, sono considerate da molti, nella migliore delle ipotesi, speculative.
Sebbene non vi sia alcun consenso a sostegno dell'ipotesi della simulazione, la domanda rimane: le leggi fisiche potrebbero essere espressioni di un'architettura più profonda, guidata dalle informazioni? La ricerca di Vopson è in corso. Il suo lavoro suggerisce che se una simulazione esiste, non sarebbe necessariamente sbagliata o imperfetta. Potrebbe invece essere elegantemente efficiente, con una struttura informativa che guida tutto, dalle galassie ai geni.