Turchia, Isis perde “ponte” di Tal Abyad

Operazione congiunta curdo-siriana

Gianluca Vivacqua
16/06/2015
Dal Mondo
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Era diventato un’emergenza umanitaria, l’esodo dei profughi siriani verso la Turchia.

Ventimila nell’ultima settimana. Ora che gli scontri tra i curdi e i miliziani dell’Isis per il controllo del  valico di Tal Abyad si sono conclusi, ci si augura che la situazione possa gradatamente normalizzarsi.

L’esito della battaglia è stato sfavorevole agli uomini di al-Baghdadi: il Califfato ha perso la sua porta verso l’Asia Minore, e, in assoluto, una delle posizioni più strategiche che aveva in possesso: in pratica, si trattava dell’arteria di rifornimento principale verso la “capitale” dei miliziani islamisti in Siria, e cioè   Raqqah

Effettivamente Tal Abyad, che del governatorato di Raqqah fa parte, e il suo valico erano in mano ai jihadisti da un bel po’, più precisamente dal 30 giugno del 2014. La città è così vicina a quella turca di Alçakale che sembra quasi formare con essa un unico centro abitato.

Aiutati dai ribelli del Free Syrian Army ,che si oppongono al presidente Bashar al-Assad, i peshmerga siri dell’Ypg (Yekîneyên Parastina Gel, ossia Unità di Protezione Popolare) sono riusciti ad infliggere alle forze dello Stato islamico uno smacco che potrebbe anche avere conseguenze determinanti, nei prossimi mesi. La notizia è confermata dall'Osservatorio per i diritti umani in Siria

Il direttore della Ong, Abdel Rahman, citato da Repubblica, parla di “piccole sacche di resistenza ancora presenti nei dintorni della città”, ma è più che evidente che l’Isis non è più padrone del campo.

Per i ribelli siriani l’operazione congiunta con le forze curde è stata una parentesi a dir poco “distensiva” nel conflitto ormai quotidiano contro le truppe regolari di Damasco: solo per fermarci alla giornata di ieri, è salito a trentaquattro morti e centonovanta feriti il bilancio dei loro bombardamenti sulle zone di Aleppo controllate dai lealisti. Anche questi dati sono verificati dall'Osservatorio. 

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