L’ex Presidente del Senato Marcello Pera, precursore del Vice-presidente americano J.D. Vance, in largo anticipo intuì le cause della crisi attuale dell’Europa e dell’Occidente

Nei giorni scorsi, le critiche al Ministro dell’Istruzione Valditara, per l’introduzione della lettura della Bibbia a scuola sono gli effetti della “dittatura del relativismo”

Massimiliano Musolino
20/02/2025
Politica
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Le élite politiche europee si sono scandalizzate per lo storico discorso alla Conferenza di Monaco sulla sicurezza, ma il vice-presidente americano J.D. Vance ha messo il dito nella piaga di un'Europa che tende pericolosamente all'autoritarismo e che, se non inverte la rotta, va verso il suicidio. 

Ancor prima del vice-presidente americano, in tempi non sospetti, il filosofo ed ex Presidente del Senato Marcello Pera fu tra i primi esponenti politici (ma si possono citare vari giornalisti e intellettuali, quali Oriana Fallaci, Magdi Allam, Marcello Veneziani, ecc) ad esternare chiaramente e in vari modi (libri, convegni, interviste a quotidiani) le cause per cui in Occidente e in particolare in Europa stanno attraversando da anni una grave crisi di decadenza morale. La crisi dell'Occidente è da imputare alla dottrina relativista, alla presa di distanza della nostra cultura dalla "tradizione" e riconducibile al processo di secolarizzazione del cristianesimo e alla conseguente emarginazione della fede cristiana. Secolarismo, scientismo, liberalismo, ecologismo, neo-umanesimo e trans-umanesimo, diritti individuali senza doveri, tolleranza senza limiti, costumi senza confini, linguaggi purificati, opere dell'ingegno mortificate, storia censurata o cancellata, sono — secondo Pera — i nuovi dei pagani, a cui si tributano sacrifici, culti e riti, individuali e di massa, della società contemporanea.

Negli ultimi anni Pera ha dato alle stampe "Senza radici. Europa, relativismo, cristianesimo, Islam", con Joseph Ratzinger—Benedetto XVI (Mondadori, 2005), "Perché dobbiamo dirci cristiani" (Mondadori, 2008), "Diritti umani e cristianesimo" (Marsilio, 2015), "Critica della ragion secolare. La modernità e il cristianesimo di Kant" (Le Lettere, 2019).

A differenza del Presidente Marina Berlusconi che esprime i propri timori “spero che Trump non rottami l’Occidente”, ritengo che una politica lungimirante, debba proporsi come priorità, il contrasto a politiche laiciste e iper-libertarie che stanno portando alla distruzione dell’Europa. Non vi è futuro senza radici, e le radici spirituali e culturali della società europea e mondiale sono anzitutto cristiane. L'Europa sarà tale se avrà il coraggio di riconoscere le proprie radici cristiane. Il laicismo o il progressismo rinnegano i costumi millenari della nostra storia. Si sviliscono così i valori della vita, della persona, del matrimonio, della famiglia. Si predica l’uguale valore di tutte le culture. Si lascia senza guida e senza regola l’integrazione degli immigrati. Pertanto ben venga la rottamazione di un’Europa e di un Occidente laicista che rinnega le radici cristiane, e riconosce i matrimoni omosessuali. 

L’annuncio del Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara di introdurre nel sistema educativo italiano a partire dall’anno scolastico 2026/2027 la lettura della Bibbia a scuola, è un’iniziativa che merita il plauso di tutti i laici. 

L’Occidente è stato edificato sugli insegnamenti del Cristianesimo ed è impossibile, senza comprendere questa presenza, studiare la sua storia, capire la filosofia, conoscerne l’arte e la cultura. Diventa impossibile, soprattutto, dialogare e confrontarsi in modo proficuo con le altre culture, perciò dobbiamo fare in modo che i nostri giovani siano consapevoli della propria identità per potersi confrontare con le altre e crescere e vivere nel rispetto reciproco. La scuola deve istruire i ragazzi, ma deve anche formare dei cittadini responsabili e degli adulti consapevoli dei propri diritti e dei propri doveri. Questo insieme di valori e insegnamenti, nel mondo occidentale, è rappresentato dalla tradizione Cristiana. È quindi importante che i nostri figli, nel bagaglio di conoscenze che la scuola deve garantire loro, possano incontrare fin da subito un testo che ha determinato la nascita della civiltà in cui viviamo e che parla ai cuori e alle coscienze di tutti.

Nella Bibbia sono scritte le regole della laicità del nostro Stato; nella Bibbia sono iscritte le regole religiose della nostra vita spirituale. La nostra società è intrisa di valori cristiani; se stiamo a casa a Natale e a Pasqua una ragione c'è; se la domenica non lavoriamo e non andiamo a scuola è perché non siamo ebrei e non siamo arabi; abbiamo nomi della tradizione cristiana; nei nostri territori c'è una chiesa e un campanile prima ancora di un municipio; insomma: abbiamo profonde radici cristiane. Se la nostra società si basa su un diritto che regola la vita civica e cioè un uomo e una donna uniti in matrimonio, ancorché civile, deriva dalla cultura cristiana. Il farla studiare servirà sia per integrare ragazzi con culture diverse e per affrontare anche il problema di identità dei nostri figli.

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