Pioggia battente. Il Veneto mostra già il volto preferito dagli acquerellisti nostalgici dell’autunno.
Tempo da chansonniers malinconici, oppure da sprinters con il freddo del Nord nel cuore. Era la giornata giusta, insomma, perché un corridore velocista mediterraneo, italiano o ispanico, lasciasse la pista libera ad uno celtico. Tedesco? No, meglio della Gallia.
Philippe Gilbert, belga di Verviers, si è esaltato nella tappa numero dodici del Giro d’Italia, la Imola-Vicenza di centonovanta chilometri. Non è che il corridore della Bmc non fosse un protagonista atteso già precedentemente, in altre tappe per velocisti: però, a volte, la provenienza antropo-geografica conta, e il clima, per così dire, oggi gli ha dato una marcia in più.
Torna il canovaccio di sempre: fuggitivi che non riescono ad arrivare fino in fondo, e tappa vinta da chi, fino agli ultimi chilometri, era rimasto sostanzialmente nelle retrovie. Stavolta, però, la fuga non era iniziata proprio subitissimo: si è dovuto attendere, infatti, il chilometro centodieci perché cinque uomini prendessero il comando della corsa. Trattavasi di Patrick Gretsch, della AG2R, di Davide Appollonio dell’Androni, di Enrico Barbin della Bardiani, di Kenny Ellissonde della Fdj e di Nick Van der Lijke della Lotto-NL. Quest’ultimo si aggiudica il traguardo volante di Galzignano Terme.
Poi il gruppo dei fuggiaschi esce di scena, già in prossimità del Gran Premio della Montagna di Castelnuovo, vinto da Simon Geschke della Alpecin, che, a dirla tutta, un fuggitivo lo era stato, ma in una frazione precedente. Un altro protagonista dei giorni scorsi, Beñat Intxausti della Movistar , torna a far parlare di sé al gpm di Crosara. Poi è la volta di un protagonista di tutti i giorni: Alberto Contador.
Proprio lui, la maglia rosa in persona si scomoda per la volata finale. La sua ambizione, è più che evidente, non è quella di cercare la vittoria di tappa, bensì di trovare un allungo decisivo in classifica generale, approfittando anche delle difficoltà di Fabio Aru. Ci riesce alla grande: sul traguardo del monte Berico, famoso per il santuario mariano, arriva dietro Gilbert folgore a sorpresa, e davanti a Diego Ulissi, sempre per restare in tema di protagonisti già visti. E con i 6” di abbuono che spettano al secondo piazzato, fa il vuoto alle sue spalle. Ora Aru è a 17” di distanza, Landa a 55”. Solo Contador può far perdere la maglia rosa… a Contador!
E domani, tredicesima tappa Montecchio Maggiore-Jesolo, per un totale di centoquarantasette chilometri. Aspettando la crono individuale Treviso-Valdobbiadene, che potrebbe rimescolare le carte. Oppure no.