La casa della donna rischia la sua sede in primis e in seconda battuta la sua stessa esistenza a causa della politica di smantellamento provinciale, dei tagli ai finanziamenti per il sociale e la ricerca spasmodica di fondi da parte degli enti istituzionali.
Al momento il problema più urgente è la sede. Cristina Galasso , volontaria della Casa, ci spiega la situazione raccontandoci che la sede in via Galli Tassi nel centro di Pisa è fondamentale per poter continuare l’attività di sostegno alle donne. Nata nel lontano 1990 a pochi passi dalla Torre più famosa del mondo, con i suoi 300 mq questo luogo rifugio e sostegno in tutti questi anni per le donne vittime di violenza, è stato anche il punto nevralgico di un mondo femminile attivo a 360 gradi: come la biblioteca specializzata in cultura di genere, i gruppi di ricerca e di iniziativa politica, le politiche di genere e la promozione dei diritti delle donne, la formazione e i progetti nelle scuole, le attività in carcere, l’intercultura e la cooperazione internazionale per dirne solo alcune.
Cristina spiega che la Provincia vuole vendere la palazzina e far trasferire la Casa della donna in un palazzo che sta sorgendo alla periferia della città. Una nuova sede composta da tre piccole stanze e per le esigenze e il lavoro da svolgere sicuramente non sono sufficienti. “C’è bisogno di privacy, di spazio. Le donne che arrivano non hanno piacere di suonare un campanello e mostrarsi pubblicamente il più delle volte. E’ un luogo dove le donne musulmane possono imparare la nostra lingua senza sentirsi in imbarazzo perché lo spazio che abbiamo ci consente di creare un ambiente prettamente femminile, dove possono portare i bambini, tranquillizza i loro mariti e possono quindi frequentare serenamente. Non possiamo svolgere il nostro lavoro in quelle tre stanze, è troppo vasto e sensibile a tanti fattori." dichiara Cristina.
In questi anni la Casa Della donna ha creato un legame molto forte con gli enti presenti sul territorio dalla Asl ai Carabinieri passando per l'Università, e anche con le altre associazioni presenti in Italia il rapporto è solido tanto che in questi giorni, in molte si stanno mobilitando per scongiurare il pericolo trasferimento.
Le volontarie ricordano il loro faticoso impegno per trasformare quella palazzina ridotta a un rudere, nella sede prestigiosa e accogliente che le donne trovano oggi. Non può essere alienabile tanto lavoro per questo stanno cercando alleati in questa battaglia. “Abbiamo chiesto un confronto con le istutuzioni preposte , al sindaco ad esempio, ma come di prassi non ci ha risposto nessuno. Chiediamo aiuto alla gente perché noi siamo la gente e fortunatamente stiamo avendo tante risposte e sostegno." conclude Cristina Galasso.
Ricordiamo che è in corso su twitter la compagna #iostoconlacasadelladonna dove moltissime donne postano un loro selfie con questo hashstag, inoltre si può aiutare la casa nei seguenti modi :
Firmando un appello presso la sede in via Galli Tassi, 8 negli orari di apertura della segreteria (lunedì e mercoledì dalle 9,30 alle 12,30 e dal lunedì al venerdì dalle 16,00 alle 19,00)
Aderendo all’appello mandando o un fax al numero 050550627 oppure una mail all’indirizzoiosostengolacasadelladonna@gmail.com con nome, cognome e indirizzo di posta elettronica
Diffondendo questo appello a parenti, amici e amiche, colleghi/e e tramite i social networks.
Diventando socia della Casa della Donna, facendo la tessera al costo di 30 euro per le socie ordinarie e di 10 euro per studentesse e precarie
Aderendo alla campagna di raccolta fondi “io sostengo la casa della donna”. Potrai consultare tutte le informazioni al riguardo al link: http://www.casadelladonnapisa.it/campagna-io-sostengo-la-casa-della-donna-contro-la-violenza-sulle-donne.html/
Facendo una donazione o un versamento tramite codice IBAN IT21N0503414024000000218367
Donando il 5xmille indicando nella sezione apposita del mod. 730 ASSOCIAZIONE CASA DELLA DONNA CF 93033330502