Erano una decina di ragazzi in tutto e sono stati sentiti dagli investigatori , i compagni di classe di Domenico Maurantonio, lo studente precipitato dal quinto piano dell'Hotel Leonardo Da Vinci a Milano mentre si trovava in gita scolastica con la sua classe, la V E del Liceo Scientifico Ippolito Nievo di Padova. Molti di loro hanno preferito poi non parlare con i cronisti.
Purtroppo si sta abbandonando l'ipotesi che si sia trattato di morte accidentale come era sembrato in un primo momento, perché secondo i rilievi condotti, il corpo di Domenico non sarebbe stato in asse con la finestra da cui era caduto. Secondo le ricostruzioni, il giovane in preda a crampi intestinali e trovando il bagno della sua camera chiuso, si sarebbe recato volontariamente sul davanzale della finestra. Inoltre sulle braccia del ragazzo sono stati trovati dei segni come se qualcuno avesse cercato di trattenerlo. Si attendono intanto gli esami tossicologici.
Ieri genitori di Domenico ha riportato la salma del figlio da Milano a Padova dove oggi si celebreranno i funerali. Di ieri lo sfogo della madre, Antonia Comin, insegnante di latino in un liceo di Padova, che su Facebook ha postato questo messaggio: "Ho affidato il mio unico figlio, sano e in buona salute, all'istituzione scolastica, per un'uscita con pernottamento. Mi verrà riconsegnato cadavere. E' stato lasciato morire solo, nell'indifferenza generale".