Che tappa, la quinta da La Spezia all’Abetone: dalla Liguria alla Toscana, centocinquantadue chilometri, una marcia per chi ha il cuore da scalatore e il passo da velocista.
Ad essa hanno fatto da testimoni silenziosi località come Bagni di Lucca, Barga, Castelnuovo Garfagnana. E un venerato maestro del ciclismo nazionale, Gino Bartali: a lui era dedicata la frazione odierna). Una fuga infinita, cominciata al chilometro sedici: una pentade di uomini quasi sempre al comando, fino alla fine. E, com’era giusto che fosse, da quel quintetto è venuto fuori il corridore che doveva tagliare per primo il traguardo finale: parliamo dello sloveno Jan Polanc, della Lampre Merida.
Con lui, fino a quando lo slavo non ha deciso di compiere l’accelerazione decisiva, a prendersi la soddisfazione di tenersi alle spalle Aru, Contador e compagnia c’erano Axel Domont della AG2R, Sendrei Tvetcov della Androni Sodermec, Sylvan Dillier della Bmc e Sylvain Chavanel della IAM. Come in una sorta di “patto di ferro”, il quintumvirato terribile si è spartito tutti i traguardi: a Domont il Gran Premio della Montagna di Foce Capinelli, a Tvetcov i traguardi volanti di Barga e Bagni di Lucca, a Polanc, come detto, la tappa.
E per quanto riguarda il capitolo maglia rosa? Simon Clarke, appagatissimo e serenissimo, con i compagni della Orica GreenEDGE ha fatto una corsa di contenimento, dando però l’impressione di non voler arginare a tutti i costi le manovre dei suoi grandi competitori. Ma aveva già mollato molto prima di arrivare all’inizio della salita dell’Abetone: ed è in prossimità della vetta che, invece, il gruppone dei big ha cominciato il suo show.
Scatto flash di Aru subito ripreso, iniziativa velleitaria di Porte, Contador si fa due conti (nomen omen) e studia l’allineamento migliore rispetto agli avversari per guadagnare i minuti che gli sono utili a mettersi in rosa. Ed è buon ragioniere: ripresi, insieme ai colleghi-avversari, i fuggitivi rimasti bruciati dallo scatto di Polanc, gli basta tagliare il traguardo per quarto davanti a Porte, e appena dietro Chavanel e Aru, per mettersi alle spalle sia il sardo che l’australiano. La classifica generale recita infatti: primo Contador, secondo Aru a 2”, terzo Porte a 20”. Non pervenuto Uran.
Domani, altra tappa toscanaccia: da Montecatini Terme a Castiglione della Pescaia.