Italicum, epurazioni nel Pd

Sostituiti deputati minoranza in Commissione Affari Costituzionali

Gianluca Vivacqua
21/04/2015
Politica
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“Ė l’ultimo chilometro prima di arrivare al traguardo della legge elettorale”.

Il 27 aprile sarà il giorno decisivo della lunga, estenuante campagna parlamentare per l’approvazione dell’Italicum. L’ultimo appuntamento utile per discutere emendamenti e proposte di modifica. Dopo, in Parlamento non sarà più possibile cambiare una virgola di quel testo. Ma se le cose tra sei giorni dovessero andare per il verso giusto, non ci sarà bisogno di un ulteriore passaggio al Senato, e quindi la legge elettorale potrebbe tornare direttamente alla Camera e lì essere varata, entro maggio, proprio come il premier ardentemente desidererebbe.

Se le cose dovessero andare per il verso giusto: Renzi e il suo governo, in realtà, sono pronti anche a forzarle, le cose, purché vadano nella direzione sperata. Il che significa, con tutta probabilità, voto di fiducia.

Il presidente del Consiglio ha parlato di “ultimo chilometro”, guardando al mondo del ciclismo e dell’automobilismo; avrebbe potuto usare anche una metafora calcistica, e parlare di ultimi minuti di una partita ancora ostinatamente ancorata ad un punteggio di stallo. Ultimi minuti in cui, da coach già consumato, avverte la necessità di un avvicendamento tecnico. Fuori gli uomini che remano contro, spazio ai panchinari con maggior spirito di squadra.

Dieci deputati della minoranza Pd in commissione Affari Costituzionali sono stati sostituiti per decisione  dell’ufficio di presidenza del gruppo, dopo che quelli avevano dichiarato la loro intenzione di non votare né i singoli articoli della legge né il mandato al relatore. Il fronte dei disobbedienti è composto da Pier Luigi Bersani, Gianni Cuperlo, Rosy Bindi, Andrea GiorgisEnzo Lattuca, Alfredo D’Attorre, Barbara Pollastrini, Marilena Fabbri, Roberta Agostini e Marco Meloni: molti, soprattutto i big, più che subire la sostituzione l’hanno richiesta loro stessi, con un certo anticipo. Dunque, uno scenario annunciato: altrettanto annunciata è la battaglia in aula, in vista della quale c’è già chi, come Cuperlo, avverte il governo che un eventuale voto di fiducia porterebbe ad una “morte anticipata della legislatura”.

Ed è stato proprio per poter preparare al meglio quell’offensiva che Bersani e gli altri del gruppo, in definitiva,  avrebbero deciso “spontaneamente” di passare la mano in Commissione, dove il voto sugli emendamenti a'Italicum è previsto per oggi alle 14.30. In controtendenza è andato invece Giuseppe Lauricella, che, pur mantenendo le sue perplessità sulla legge, ha preferito un allineamento responsabile.   

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