Il cervello umano ha un "archivio" che ricorda le minacce

Massimiliano Musolino
09/11/2024
Scienza e Tecnologia
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Il cervello contiene un vero e proprio “archivio” delle paure, che è in grado di ricordare individui e situazioni che hanno costituito una minaccia e ci permette quindi di starne lontani, secondo uno studio della “Columbia University”. Il risultato permette di comprendere meglio i meccanismi cerebrali alla base non solo della vita di tutti i giorni, ma anche di molti disturbi legati alla paura degli altri, come l’ansia sociale e il disturbo da stress post-traumatico, e apre quindi la strada a possibili trattamenti.

Per indagare dove hanno origine nel cervello i ricordi più minacciosi, i ricercatori guidati da Pegah Kassraian hanno studiato il comportamento dei ratti di fronte a situazioni socialmente stressanti, analizzando ciò che accadeva contemporaneamente nell'ippocampo, l'area del cervello che svolge un ruolo chiave sia nella memoria nei topi e nell'uomo. In particolare, l'ippocampo contiene due regioni importanti per la capacità di ricordare altri individui e luoghi in cui sono avvenute esperienze, ed è qui che gli autori dello studio hanno scoperto l'archivio: i risultati, infatti, mostrano che queste aree aiutano anche a registrare aspetti più complessi della memoria sociale, vale a dire se un individuo è innocuo o una minaccia.

"È vitale per tutte le specie che vivono in comunità sociali, compresi topi e esseri umani, avere memorie sociali che possano aiutare a evitare esperienze future che potrebbero essere dannose, mantenendoci allo stesso tempo aperti a individui che potrebbero essere utili: i ricordi spaventosi sono importanti. per la sopravvivenza e per aiutarci a mantenerci al sicuro", sottolinea Kassraian. "È possibile che i sintomi dell'ansia sociale siano legati proprio all'incapacità di discriminare tra chi rappresenta una minaccia e chi non lo è", aggiunge Steven Siegelbaum, coautore dello studio.

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