Con questo sciopero, iniziato questa notte e che finirà alla mezzanotte del primo aprile, i benzinai della rete autostradale vogliono migliori condizioni di partenza che producano prezzi più bassi per il consumatore. Lo sciopero si ricollega alla precedente iniziativa messa in atto il 4 e 5 marzo scorso e come spiegano le associazioni di categoria Faib, Fegica e Anisa: "viene attuato a sostegno della vertenza aperta contro i privilegi e le rendite di posizione assicurate ai concessionari autostradali (pedaggi e royalty) e per ottenere l'abbattimento dei prezzi dei carburanti e la tutela del servizio pubblico."
Ribadiscono le stesse associazioni: " Un sistema che garantisce aumenti sistematici dei pedaggi e delle tariffe, proroghe ultradecennali di già lunghissime concessioni, rimesse milionarie statali praticamente a fondo perduto, oltre alla possibilità di imporre un regime di royalty a esclusivo ed ulteriore vantaggio dei concessionari che si traduce in prezzi dei carburanti più alti d’Europa e standard di servizio sempre più rarefatti e inadeguati ad un bene pubblico offerto in concessione"
Il prezzo del petrolio, dopo le ultime decisioni Opec, è ai minimi storici ma la benzina continua ad aumentare a causa dell’aumento delle accise che non sono state applicate nonostante fossero previste dal decreto Imu del 2011. Il Codacons avvisa: “Se proseguirà la corsa dei prezzi, i vantaggi finora garantiti dalle basse quotazioni del petrolio e da listini alla pompa in discesa svaniranno nell’arco di poche settimane".