Il cantautore AMADO ci racconta la sua esperienza con i concerti e l'esigenza di un disco live

Jacopo Ortica
02/11/2024
Musica e spettacolo
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Esce venerdì 25 ottobre 2024Live in Riviera”, un EP di 4 brani riarrangiati e suonaiti dal vivo durante il tour di lancio del primo disco di Amado, "Riviera Airlines". Sul palco con Amado, la sua band: Francesco Cardillo alle tastiere (co-compositore di alcuni dei brani), Loris Grattarola alla batteria, Lorenzo Herrnhut Girola alla chitarra solista, Andrea Senis al basso.

Amado, che divide le sue origini tra le nostre terre e il Brasile, gioca con la sua tristezza sfacciatamente pop e ci regala uno dei momenti musicali più intensi della scena indipendente, dolce amaro e trascinante. Il disco di esordio di Amado, trova riferimenti musicali eterogenei attinti dall’ampio background del cantautore, mantenendo un filo conduttore e una freschezza assicurate dalla mano del giovane produttore Narduccey (Alfa, Big Mama).

Tra la Riviera e il Brasile, lo abbiamo intervistato per questa speciale occasione. 


Come mai hai deciso di riproporre questi brani che già conosciamo in versione live? 
 

È forse una pratica démodé, ma il primo disco davvero importante che ho comprato, poco più che bambino, è stato un disco live: live in hyde park dei Red Hot Chili Peppers. Trovo che una registrazione Live sia capace di catturare ancora meglio l’essenza, e che a pubblicarla ci voglia ancora più coraggio

Quanto è importante la dimensione live per un progetto come quello di Amado?

Mi piace suonare dal vivo ma senza scendere a compromessi: se c’è un bel palco, una città inesplorata, un bar in cui si respira l’aria giusta, Amado c’è. Ma suonare per suonare no. Piuttosto sto a casa a scrivere

E che tipo di rapporto hai con il palco e con l’esporsi dal vivo?

Sono stato “buttato” su un palco da bambino, e mi è piaciuto. Oggi è divertente ma non indispensabile

Come e quando hai conosciuto i tuoi compagni, che hai voluto con te sul palco in quest’avventura, Francesco, Loris, Lorenzo e Andrea?

Sono i musicisti con cui sono cresciuto e con cui suono da sempre. Si è aggiunto solo Lorenzo, in quanto, per avere maggiore libertà, ho preferito avere accanto un “vero chitarrista” rispetto a me. In realtà ha scelto lui il progetto, lo ha preso a cuore, ha scelto lui più di quanto non abbia scelto io

Sei mai riuscito ad esibirti anche in Brasile? Come pensi che possano prendere in Sudamerica i tuoi pezzi? E da cosa possiamo rintracciare le tue influenze e le tue origini, quando ascoltiamo i tuoi brani?

Claro! In Brasile ogni gradino è un palco, ogni angolo un parterre, ogni ora è musica. Gli spazi per esibirisi certo non mancano. 
Per rispondere al secondo quesito, il Sudamerica ə immenso, il Brasile già di per sé circa 200 milioni di abjtanti. Praticamente mezza Europa! C’è spazio per ogni genere. Le mie influenze sono difficilmente rintracciabili perché quasi mai rese esplicite, ma Caetano Veloso resta una delle influenze più dirette

Com’è stata la tua prima esperienza a Indieponente? 

Molto emozionante riuscire a portare quasi 700 persone a Camporosso! La cosa più bella è stata, una volta sul palco che mi sono concesso il piacere  di inaugurare, poter dire: Benvenuti alla prima edizione di Indieponente!

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