E sono tre: dopo Ninive e Nimrud, tocca ad Hatra, altro presidio dell’Unesco, provare la furia distruttrice dell’Isis. Anche in questo caso, come a Nimrud, a colpi di bulldozer. Lo annuncia il 7 marzo la tv curda Rudaw, che riporta come fonte Saeed Mumuzini, portavoce del Partito democratico curdo (PDK).
“Ė come se un’orda di barbari avesse raso al suolo il foro romano”, dichiara alla Stampa (www.lastampa.it) l’archeologo Bonacossi, sovrintendente degli scavi di Ninive. “Qui non si tratta di edifici in pietra, ma in mattoni crudi, destinati ad polverizzarsi qualora siano schiacciati”. Gli eredi islamici della ferocia degli Assiri stanno cancellando le tracce archeologiche non solo dei loro “antenati”, ma anche dei dominatori successivi della Mesopotamia. Hatra, infatti, non è una città assira, ma di origine ellenistica, ed ha visto la luce nel III sec. a.C.
Eppure gli uomini di al-Baghdadi, così impietosi di fronte alle ricchezze artistico-culturali antico-mesopotamiche, non sembrano essere altrettanto insensibili di fronte ad altre ricchezze del passato che possano essere, in un certo qual modo, tesaurizzabili: sempre secondo Mumuzini, infatti, i miliziani jiahadisti, tra un abbattimento e l’altro, avrebbero rubato “parecchie monete d’oro e d’argento dei re assiri conservate nella città”. In fin dei conti, l’Isis che tremare l’Occidente fa si riscopre una banda di predoni: un punto in comune con i “cugini” di Boko Haram.
Nell’antichità Hatra, modello di sincretismo religioso (accanto ai templi di Shamash e di altre divinità mesopotamiche ospitava quello di Hermes), fu la capitale di un principato aramaico sotto la sovranità partica, e riuscì a resistere agli assedi degli imperatori romani Traiano (116-117) e Settimio Severo (197-98). Caduta quindi sotto il dominio persiano, declinò progressivamente. Ma rimase una città magica, quasi come Petra. E il suo sito si è guadagnato un posto anche nel cinema hollywoodiano: difatti la prima scena dell’Esorcista (1973) fu girata proprio tra le sue rovine. In mezzo ad esse fu ritrovata la statuetta di Pazuzu, che tanti traumi avrebbe provocato ad una generazione di cine-spettatori. Ma siamo convinti che oggi padre Merrin direbbe che le bandiere del Califfato sono sicuramente peggio.