Prima del Big Bang: cosa esisteva nell'universo prima della Terra?

Massimiliano Musolino
01/09/2024
Scienza e Tecnologia
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In un recente studio rivoluzionario, i ricercatori hanno proposto una nuova idea che sfida la tradizionale teoria del Big Bang riguardo all'origine dell'universo. Secondo questo nuovo modello cosmologico, l'universo potrebbe aver alternato fasi di contrazione ed espansione. Lo studio suggerisce che durante una transizione da una fase di contrazione all'attuale fase di espansione, che precede il Big Bang, la materia oscura era probabilmente composta da buchi neri. Queste scoperte potrebbero essere testate in futuro da osservatori di onde gravitazionali, che rileverebbero le onde prodotte durante la creazione di questi buchi neri se questa teoria fosse valida.

La presenza di materia oscura, che costituisce circa l'80% di tutta la materia nell'universo, è supportata dalle osservazioni del fondo cosmico a microonde e dai movimenti delle galassie. Nonostante questi indicatori, la composizione della materia oscura rimane un mistero. Lo studio approfondisce l'aspetto dell'universo prima del Big Bang, esaminando un periodo in cui la materia oscura potrebbe essere stata dominata da buchi neri primordiali, formatisi a causa delle fluttuazioni di densità durante l'ultima fase di contrazione dell'universo. Durante questo modello cosmologico "rimbalzante", l'universo probabilmente si è ridotto a una dimensione 50 ordini di grandezza inferiore a quella odierna. Questa fase di contrazione probabilmente includeva anche materia oscura e buchi neri esistenti prima del Big Bang.

Patrick Peter, direttore della ricerca presso il Centro nazionale francese per la ricerca scientifica (CNRS), che non ha preso parte allo studio, ha condiviso le sue intuizioni con Live Science. Ha spiegato che piccoli buchi neri primordiali potrebbero essersi formati all'inizio della storia dell'universo. A meno che non fossero estremamente piccoli, non decadrebbero completamente attraverso la radiazione di Hawking, un processo teorico in cui i buchi neri emettono particelle a causa di effetti quantistici, e sarebbero ancora presenti oggi. Questi buchi neri, più o meno della massa di un asteroide, potrebbero potenzialmente spiegare parte della materia oscura o addirittura risolvere questo mistero di vecchia data. Peter ha sottolineato l'importanza di questa ricerca, notando che introduce un meccanismo plausibile per la formazione di buchi neri piccoli ma persistenti che contribuiscono alla materia oscura, all'interno di un quadro distinto dalle tradizionali teorie inflazionistiche.

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