Nonostante la crisi, il nostro paese cerca di essere reattivo e si prepara a periodi migliori. L’Italia rimane il secondo produttore manifatturiero d’Europa dopo la Germania pieno di produzioni di qualità e non solo quelle classiche come la moda o il vino. Questo secondo il rapporto di Legambiente “Ambiente Italia”.
Ma, secondo gli autori di Ambiente Italia, questi dati positivi vanno affiancato da investimenti, interventi, certezze e legalità . L’Italia si è dimostrata “verde” e parsimoniosa nei consumi. Nel decennio 2004 - 2014 noi italiani abbiamo ridotto i consumi del 32% rispetto alla media europea che si attesta al 15%; abbiamo reso le risorse più produttive del 40%. L’energia ricavata da fonti rinnovabili nel 2014 era 44% nel 2014, salendo di cinque punti rispetto al 2013.
Nel riciclaggio dei rifiuti l’Italia è seconda solo alla Germania e la produzione del fotovoltaico è centuplicata dal 2008. Ma sono dati che lasciano perplessi se pensiamo ad altri squilibri: quadro sociale in declino, crescita preoccupante delle differenze economiche tra la polpolazione, aumento della povertà, il più basso tasso di istruzione universitaria in Europa e una presenza di giovani tra 15 e 29 anni senza nessuna collocazione: né studio e né lavoro.
Ma gli italiani sono disposi a fare del loro meglio: dai mezzi di trasporto all’alimentazione: lo dimostrano il successo della mobilità in bicicletta, del cibo biologico e dei prodotti a filiera corta. Aumenta il numero dei comuni ricicloni e che usano energia rinnovabile e alberghi ecologici.