Più che la festa dell'Unità, pare il festival di Venezia. Ormai Matteo Renzi non è solo un politico, è definitivamente una star della cultura popolare di questi tempi. L'accoglienza di Modena al sindaco di Firenze è stata la più calda del suo tour emiliano-romagnolo, lo zoccolo più duro da conquistare, secondo gli esperti, nella sua scalata al Pd. E a giudicare dalla reazione del popolo più 'rosso' del partito (qui la Festa in una settimana ha già incassato un milione e passa di euro), tra Renzi e il traguardo non ci sono più ostacoli: lo hanno osannato, abbracciato, baciato, fotografato, gli hanno urlato di continuo 'mandali a casa', interrotto sul palco, lanciato magliette e mandato baci. Nemmeno fosse George Clooney. Agli 8.000 (forse di più) che lo hanno ascoltato nell'Arena del Lago (a differenza di Bologna, la location del suo intervento è stata spostata visto l'atteso grande afflusso), Renzi ha ribadito la sua idea d'Italia. Non solo rottamazione, non solo slogan, ma soprattutto ''idee'', fatti concreti, una nuova visione del futuro, perché ''per me la sinistra è apertura, non chiusura, coraggio e non paura: se dovessi mettere la residenza da qualche parte, sceglierei una frontiera''.