Yemen, leader terrorista ucciso da drone

Con lui morti altri tre estremisti

Gianluca Vivacqua
08/02/2015
Dal Mondo
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La notizia è della fine di gennaio, ma l’Aqap ha preferito non rivelarla prima del 6 febbraio: è stato proprio nel corso del primo venerdì del mese corrente, infatti, che da fonti interne al ramo yemenita di al-Qaeda si è appreso che un drone, il 31 gennaio, ha abbattuto Harith bin Ghazi al-Nadhari, leader spirituale del gruppo combattente, e altri tre jihadisti.
L’Aqap, acronimo di al-Qaeda in Arabian Paeninsula, è più precisamente la denominazione che nello Yemen assume l’organizzazione – la sotto-organizzazione, trattandosi appunto di un braccio locale di al-Qaeda – meglio nota come Ansar al Sharia: ad oggi, si tratta della derivazione di al-Qaeda più diffusa tra l’area mediorientale e quella nord-africana, essendo presente, oltre che nello Yemen, anche in Arabia Saudita, in Libia e in Tunisia. Il gruppo fondamentalista yemenita ha esordito nel 2009 ma è balzato solo recentemente agli onori delle cronache, in seguito ai fatti di sangue parigini del 7 gennaio. Gli autori della strage nella redazione di “Charlie Hebdo”, i fratelli  Saïd e Chérif Kouachi, erano infatti militanti di Aqap. A confermarlo, il 9 gennaio, il giorno in cui i due terroristi, ormai braccati, avevano fatto la stessa  fine delle loro vittime, era stato proprio al-Nadhari, in un discorso in cui affermava anche come il movente della strage fosse stato l’obbligo di vendicare l’onore di Maometto infangato dalle vignette satiriche del giornale.

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