La paura dei robot allontana i lavoratori degli alberghi e dei ristoranti

Massimiliano Musolino
23/05/2024
Scienza e Tecnologia
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L’uso dei robot per rimediare alla carenza di manodopera nel settore alberghiero e della ristorazione potrebbe rivelarsi un boomerang, poiché la maggiore presenza di tecnologie automatizzate aumenta lo stress e l’insicurezza dei lavoratori, sia dipendenti che dirigenti, rafforzando la loro intenzione di lasciare il lavoro appena possibile.

Lo dimostra uno studio della Washington State University pubblicato sull’International Journal of Contemporary Hospitality Management. I ricercatori guidati da Bamboo Chen hanno deciso di non concentrarsi sull’impatto che i robot hanno sui clienti con cui interagiscono, ma sui lavoratori stessi impiegati nelle attività ricettive.

Lo hanno fatto intervistando 321 operatori del turismo e dell’ospitalità per valutare il loro rapporto con un’ampia gamma di tecnologie che vanno dai camerieri robot ai chioschi self-service automatizzati e ai dispositivi digitali per l’ordinazione dei tavoli. I risultati mostrano che le persone più diffidenti nei confronti dei robot sperimentano più spesso insicurezza lavorativa e stress, stati d’animo che sono poi legati all’intenzione di lasciare il lavoro. Queste paure non si attenuano nemmeno conoscendo i robot, anzi: i dipendenti che lavorano a più stretto contatto con le tecnologie robotiche hanno più paura di essere considerati obsoleti e sostituiti. Anche la percezione stessa delle capacità dei robot gioca un ruolo importante: chi ritiene che queste tecnologie siano più capaci ed efficienti tende ad essere più disposto a lasciare il proprio posto di lavoro. Alla luce di questi dati, gli autori dello studio raccomandano ai datori di lavoro di enfatizzare sempre il ruolo dei lavoratori umani e di comunicare loro non solo i vantaggi, ma anche i limiti delle nuove tecnologie.

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