Disparità di genere: cos'è e perché preoccupa

20/05/2024
Attualità
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La disparità di genere è una condizione sociale che ancora è molto viva nella società odierna, sia in Italia sia nel resto del mondo, anche se negli ultimi anni il grido delle donne si è elevato in maniera più potente per sensibilizzare tutti e tutte sul fenomeno e attivare una nuova cultura sulla parità di genere che possa essere trasversale, andando dal lavoro alle conquiste sociali. A confermare che le iniziative rimangono solo dei momenti di rumore sono i numeri perché, come si può notare dall'infografica Unicusano su donne e gender gap, il lavoro da fare è ancora tanto. Uno dei limiti più importanti per la donna è la nascita di un figlio o di una figlia, che la fa precipitare in una spirale di disparità dalla quale in pratica con si riprenderà più. A 24 mesi dalla nascita del figlio la donna vede il proprio stipendio diminuire del 35%, mentre un papà vede un aumento del 10%, percentuale più alta rispetto anche a chi non è padre. Secondo le stime ci vorranno ancora 135 anni per colmare il divario tra donne e uomini in Italia. Per ridurre questo gap di anni è fondamentale informarsi e attivarsi per cambiare le cose.

Disparità di genere: cos'è

Per disparità di genere si intende la mancanza di parità tra uomini e donne in svariati ambiti della vita, come il lavoro, l'istruzione, le risorse economiche e il potere decisionale. La limitazione dell'accesso ai settori che riguardano lo sviluppo della comunità è causata da stereotipi e pregiudizi che di fatto riducono le opportunità e le libertà delle donne. Il fenomeno è globale e raggiunge picchi più alti negli stati in cui vige ancora un sistema prevalentemente patriarcale. Le conseguenze della disparità di genere sono molteplici e intaccano tutti i settori della vita, dalla salute all'economia, dai servizi sociali al lavoro. 

Perché preoccupa la disparità di genere

La disparità di genere, oltre a ledere i diritti fondamentali delle donne, ha anche un impatto negativo sulla società in generale. Limitando le potenzialità femminili infatti si frena la crescita economica, si blocca la crescita del tessuto sociale, si genera violenza di genere e questo fa sì che la società sia meno giusta e coesa. Un aspetto importante a cui fare caso è anche la presenza delle donne in politica, che resta ancora molto basso e che mina il potere decisionale e la possibilità di promuovere leggi e politiche sociali che comprendano diversi punti di vista. 

I dati in Italia sulla disparità di genere 

Stando agli ultimi dati disponibili ci si rende conto di quanto l'Italia sia ancora lontana dal raggiungimento della parità di genere. Secondo lo studio FragilItalia, condotto da Legacoop e Ipsos, 6 donne su 10 ritengono che l'attuale livello di parità di genere sia insufficiente e in nessun settore ci sono percentuali positive sulla disparità di genere, in particolare nel lavoro, ambito in cui si sente molto la differenza salariale tra uomo e donna. Il tasso di occupazione femminile è pari al 55%, contro la media europea del 65%. Il 67% delle donne si assume la responsabilità della cura dei figli e della famiglia, con pesanti ricadute su carriera e stipendi. Dal punto di vista sociale, è la violenza di genere ad essere ancora preoccupante, con una donna su tre che ha subito violenza fisica o verbale almeno una volta nella vita. 

I dati nel mondo sulla disparità di genere 

L'Italia ha sicuramente tanto da lavorare sulla disparità di genere, ma anche nel mondo la situazione non è così florida. Secondo il Global Gender Gap Report del World Economic Forum 2024, nel 2023 il divario di genere a livello mondiale è stato colmato solo al 68,4%. Ci vorranno ancora 131 anni per raggiungere la parità tra i sessi nel mondo. Le disuguaglianze più evidenti sono in Medio Oriente e Nord Africa, mentre l'Europa e l'America settentrionale si confermano tra le zone che lavorano di più sul tema. Di recente la Francia ha inserito l'aborto in Costituzione, prima nazione al mondo a farlo. Sono segnali importanti, ma dovrebbero essere condivisi e accompagnati da scelte di eguale importanza in tal senso. A livello globale le donne guadagnano il 15% in meno rispetto agli uomini e sono sottorappresentate a livelli dirigenziali. Come in Italia, dal punto di vista sociale, una donna su tre nel mondo ha subito violenza fisica o verbale durante la sua vita.

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