Isis, decapitati tredici membri di tribù oppositrice

Erano combattenti sunniti

Gianluca Vivacqua
20/12/2014
Dal Mondo
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L’Isis non esercita la sua ferocia solo contro gli infedeli occidentali,  ma anche contro le tribù siriache o irachene che osano fronteggiarlo. Così la furia jihadista degli uomini di al-Baghdadi si è riversata contro una tribù o una coalizione di tribù sunnite dell’Iraq, conosciute come Cavalieri di Al-Aman: dopo averli sconfitti e catturati in una zona compresa fra Tikrit e Al-Alam più o meno mentre in occidente si festeggia san Nicola, il 16 dicembre i miliziani del Califfato hanno riservato ad almeno tredici di essi lo stesso trattamento che era già toccato agli ostaggi britannici e americani: decapitazione. La diffusione delle immagini del pre- e post-esecuzione, in anticipo sui canali di propaganda online dell’Isis, è stata curata dal Site, l’Istituto americano per la ricerca delle entità terroristiche internazionali, che già aveva “bruciato sul tempo” lo Stato islamico nella pubblicazione del video relativo alla decollazione del reporter israelo-americano David Sotloff.
Nelle prime settimane di dicembre in Iraq le truppe governative di Baghdad, appoggiate da miliziani sciiti e forze locali sunnite, hanno inflitto una serie di rovesci all’Isis. La strage potrebbe essere una rappresaglia degli uomini di al-Baghdadi contro le tribù che si sono schierate con il governo contro di essi.   Ma non è escluso che all’Isis una dimostrazione di forza così brutale serva anche e soprattutto a comunicare all’opinione internazionale che, nonostante le ripetute sconfitte subite recentemente, il Califfato è ancora vivo, forte e terribile.

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