Marò, libertà provvisoria negata

Dopo quattro mesi di attesa deluse le speranze di Latorre e Girone

Gianluca Vivacqua
17/12/2014
Dal Mondo
Condividi su:

Indietro marò? No, stavolta, “semplicemente”, fermi un turno. Un altro turno. Mr. No ha parlato: ed è stato un no doppio. Il 15 dicembre la Corte suprema di New Delhi è tornato a rivedere i due fucilieri della brigata Marina San Marco. Ad attendere il suo esame c’erano la richiesta di Girone, desideroso di tornare finalmente in patria per Natale, e quella di Latorre, che in patria c’è già ma puntava ad una proroga della data del rientro in India, date le sue delicatissime condizioni di salute (sta vivendo i postumi di un’ischemia e in Italia segue un programma terapeutico ad hoc). Se i due marò avevano anche pallidamente sperato che il presidente della Corte Suprema Indiana, Dattu, e gli altri due magistrati che lo affiancano, si lasciassero pervadere dallo spirito natalizio e si sentissero in vena di concedere regali, sono rimasti delusi. Amaramente. Niente permesso di tre mesi per Girone, e niente prolungamento della permanenza in Italia di altri quattro mesi per Latorre: oltretutto, riguardo a quest’ultimo, non è che i giudici abbiano pronunciato il loro no dopo un normale dibattimento, in realtà hanno proprio considerato irricevibile quella richiesta, e dunque non l’hanno neanche discussa. Malato o meno, Latorre dovrà comunque tornare in India il prossimo 17 gennaio.
Probabilmente è stato proprio questo caso nel caso, ulteriore prova di un’ostilità cieca e inesorabile da parte di un Paese che non ha tradizionalmente motivi di inimicizia con il nostro, a far montare in modo particolare l’irritazione in Italia. “Irritazione” è proprio la parola usata dal nuovo ministro degli Esteri, Gentiloni; ma anche il capo dello Stato non ha potuto fare a meno di commentare la notizia dicendosi “fortemente contrariato”. “Non penso che Latorre possa tornare in India, deve restare in Italia a curarsi”, osserva il ministro della Difesa Pinotti. Naturalmente non poteva prenderla meglio la compagna di Latorre, Paola Moschetti: per lei l’ennesima pagina della vicenda kafkiana che vede coinvolto il suo Massimiliano è “una enorme ingiustizia, anche nei confronti del popolo italiano”.

Leggi altre notizie su Notizie Nazionali
Condividi su: